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Bomba torrenti, l’indagine si sposta a Palermo

Alessandra Serio

Bomba torrenti, l’indagine si sposta a Palermo

sabato 22 Ottobre 2016 - 09:55
Bomba torrenti, l’indagine si sposta a Palermo

Il Pm Liliana Todaro ha trasmesso al capoluogo gli atti sulla mancata manutenzione dei torrenti. La competenza è infatti della Regione. Va verso l'archiviazione la posizione del sindaco Accorinti e i due tecnici comunali indagati.

Va verso l'archiviazione l'inchiesta con tre indagati per la mancata manutenzione del Torrente Bordonaro. Le più recenti norme, infatti, assegnano alla Regione – anche prima del pronunciamento del Tribunale delle Acque pubbliche, la manutenzione ordinaria ma anche straordinaria degli alvei dei torrenti e il compito di liberare gli argini da eventuali manufatti. Il PM Liliana Todaro ha quindi trasmesso gli atti ai colleghi di Palermo, mentre il fascicolo messinese va verso l'archiviazione.

Gli indagati erano tre: il sindaco Renato Accorinti, il direttore della Protezione Civile del Comune, Antonio Cardia e il dirigente dei lavori pubblici Antonio Amato. Omissione di atti di ufficio il reato ipotizzato, che adesso resta in capo ai competenti uffici regionali.

Dopo la chiusura delle indagini, gli indagati hanno chiesto di essere ascoltati dal magistrato titolare del fascicolo, e alla fine di tutti gli accertamenti è emerso che al Comune resta la competenza a provvedere soltanto in determitati casi, tra i quali non rientra lo stato attuale del torrente Bordonaro. Ad andare al confronto col Pm sono stati i due tecnici, mentre il primo cittadino ha preferito non presentarsi. Gli indagati sono stati assistiti dagli avvocati Fabio Repici e Salvatore Giannone.

L’accertamento era scattato dopo il sopralluogo effettuato da Roberto Cerreti insieme al consigliere di quartiere Massimo Minutoli ed un ingegnere, nei primi mesi del 2014, lungo la Strada provinciale di collegamento con le abitazioni a monte del torrente Bordonaro. Il sopralluogo evidenziò che la strada era interessata, in ben due punti, da frane che ostacolano il transito, facendo rischiare l’isolamento di quasi venti famiglie messinesi, e dall’alto numero di rifiuti tossici ed eternit che coprono il letto del torrente. Cerreti sollecitò un intervento di bonifica urgente nel villaggio, sia per contenere il rischio idrogeologico che quello per le famiglie di rimanere isolati. Intervento mai effettuato dai competenti uffici di Palazzo Zanca.

Così il Pm Todaro, che ha sul tavolo un più ampio lavoro di mappatura sul rischio idrogeologico a Messina e Provincia, ha avviato lo screening sul caso Bordonaro.

Impossibile non tenere conto, a livello penale, delle effettive responsabilità, attenendosi al dettato della normativa. Lo stato dei torrenti cittadini, ma anche in provincia, rappresentano un rischio che deve essere arginato al più presto, di là del rimpallo di responsabilità.

Alessandra Serio

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