Rivoluzione "porta a porta": regole, dubbi, luoghi comuni, abitudini, mentalità - Tempo Stretto

Rivoluzione “porta a porta”: regole, dubbi, luoghi comuni, abitudini, mentalità

Francesca Stornante

Rivoluzione “porta a porta”: regole, dubbi, luoghi comuni, abitudini, mentalità

giovedì 02 Maggio 2019 - 07:30
Rivoluzione “porta a porta”: regole, dubbi, luoghi comuni, abitudini, mentalità

In questi giorni impazza il dibattito sul prossimo avvio della raccolta porta a porta. Le domande dei cittadini sono tante, proviamo a rispondere a qualcuna

L’annuncio dell’avvio della raccolta porta a porta in tutta la città sta destando non poco scompiglio. La rivoluzione che cambierà il sistema rifiuti eliminando il classico cassonetto in strada ha inevitabilmente scatenato dibattiti, dubbi, perplessità. I cittadini, abituati da sempre al consueto sacchetto in cui si getta di tutto, dovranno cambiare abitudini e soprattutto mentalità. E questo ha iniziato a suscitare già prima di iniziare non poche ritrosie.

L’1 giugno

L’amministrazione De Luca e MessinaServizi hanno fissato all’1 giugno la data clou in cui tutto cambierà. Di fatto manca solo un mese e oggettivamente ancora i passi da compiere sono tanti. Si stanno mettendo a punto tutte le fasi più delicate: sono già state comprate le attrezzature, a breve arriveranno i nuovi mezzi a noleggio, si sta per scegliere la ditta che si occuperà di distribuire i kit a tutte le famiglie, sarà fatta una campagna di comunicazione per informare i cittadini su come si passerà al nuovo sistema, sono stati tirati in ballo gli amministratori di condominio che avranno un ruolo fondamentale nell’organizzazione del sistema in quella che è una fetta importante di utenza domestica in tutta la città.

Ma è difficile credere che all’1 giugno davvero sarà tutto pronto per partire a pieno regime ed eliminare il caro vecchio cassonetto. Ciò che però i messinesi devono iniziare a capire è che questo è l’unico sistema che davvero può portare Messina a diventare una città virtuosa in termini di rifiuti.

Il ruolo dei cittadini

La raccolta porta a porta è prima di tutto un sistema che mira a responsabilizzare i cittadini proprio sulle quantità di rifiuti prodotti ogni giorno. Ed è un tipo di raccolta dei rifiuti urbani che porta con sé innumerevoli vantaggi, a partire dall’incremento del numero di materiali riciclati (75-80 per cento).

Un servizio che deve funzionare

La premessa è che MessinaServizi e Comune dovranno essere in grado di organizzare questa rivoluzione al meglio ed essere in grado di garantire un servizio efficiente e impeccabile, soprattutto nella delicatissima fase di lancio. E’ vero che i risultati migliori sono stati finora nei centri più piccoli, ma una delle sfide sarà quella di mettere in piedi un’organizzazione che sia funzionale ad una città come Messina. Il primo banco di prova è certamente questo. Se così sarà però poi sarà tutto nelle mani dei cittadini.

Gli esempi degli altri comuni

Nei comuni limitrofi il porta a porta c’è ormai da diversi anni e i risultati sono stati ovunque eccellenti. Maggiore decoro urbano da quando sono spariti i cassonetti, nessuna emergenza rifiuti e dunque addio alle montagne di spazzatura che per giorni si accatastano sui marciapiedi, minori quantità di spazzatura che vanno in discarica e quindi meno costi, senza considerare il beneficio per l’ambiente soprattutto in prospettiva futura.

A questa considerazione in tanti potrebbero commentare che proprio dai comuni limitrofi vengono a portare la spazzatura a Messina invece di differenziare. Bene, sicuramente è accaduto perché l’inciviltà esiste a tutte le latitudini. Ma è pensabile che tutti gli abitanti da Villafranca a Milazzo o da Scaletta a Taormina in questi anni abbiano messo ogni giorno i sacchetti in macchina per buttarli nei cassonetti messinesi? Ovviamente no. E dunque hanno imparato a differenziare. Hanno imparato le nuove regole, rispettato i calendari, usato i cestini per i vari tipi di rifiuti e hanno anche capito che in fondo non è così scomodo abituarsi all’idea che ogni giorno basta scendere sotto casa il bidone segnato sul calendario.

Il caro vecchio cassonetto

Altra domanda ricorrente: non sarebbe meglio lasciare comunque i cassonetti? No, non è possibile. Perché altrimenti nessuno si sforzerebbe di cambiare mentalità e per velocità e comodità finirebbe comunque tutto nell’indifferenziato. Che, attenzione, mica sparisce. Ci sarà un cestino anche per tutto quello che non si può differenziare. Ma se si imparano le regole si scoprirà che una famiglia di cinque persone produce meno di un sacco di indifferenziato a settimana. E si scoprirà anche che una città senza cassonetti ha tutto un altro aspetto.

Le isole ecologiche e gli sconti Tari

Chi in questi anni ha imparato a usare le isole ecologiche ottenendo anche degli sconti sulla Tari potrà continuare? Certamente. Le isole continueranno a funzionare regolarmente, chi vuole continuare su questa linea può farlo. E contestualmente usare il porta a porta per tutto ciò che non si può portare nelle isole ecologiche.

I condomini e il rischio multa

Un nodo caldissimo di questi giorni sono stati i condomini. In questo caso la domanda più frequente è stata: se un mio vicino di casa differenzia male la multa la prendiamo tutti? La risposta è sì, perché alla base torna quel concetto di responsabilizzazione che è pilastro della raccolta porta a porta. Ognuno deve essere responsabile del proprio operato e se c’è chi non vuole rispettare le regole sarà richiamato e segnalato dai suoi stessi vicini di casa che anche tramite il proprio amministratore troveranno il modo per risolvere anche questi problemi.

Dove metto tutti i cestini

Per le utenze singole e i condomini con meno di 8 famiglie: come faccio a tenere cinque cestelli dentro casa? E’ vero che non tutti hanno grandi spazi, ma si tratta di rivedere un po’ la propria organizzazione. Cinque cestini possono sembrare ingoombranti, ma se si differenzia bene e se il servizio funziona regolarmente si tratta di cestini che non puzzano e non sporcano, se ben tenuti. Di certo puzza molto di più il sacco di indifferenziato in cui finisce dentro di tutto che oggi di sicuro c’è in ogni casa.

I bidoni nei condomini

Per i condomini con più di 8 famiglie: ci saranno dei cestini grandi per tutto il condominio mentre ogni famiglia avrà comunque il cestello per l’umido. Dove saranno sistemati questi bidoni? Non tutti i condomini hanno spazi adeguati e questo sarà oggetto di sopralluoghi che inizieranno in queste settimane. Si cercherà di trovare la soluzione più consona per ogni singolo caso, almeno questo è l’impegno dell’amministrazione e di MessinaServizi.

Uno sforzo collettivo

Tante altre informazioni arriveranno quando MessinaServizi farà partire la propria campagna, tanti altri dubbi potranno sorgere e si cercherà di dare risposte e soluzioni. Una cosa è certa: serve uno sforzo collettivo a 360 gradi. Lamentarsi prima di iniziare non giova a nessuno. Cercare di capire come far funzionare le cose invece può essere utile a tutti e soprattutto alla città.

Francesca Stornante

Articoli correlati

Tag:

2 commenti

  1. Margherita Calò 2 Maggio 2019 11:06

    Giusto
    Bisogna collaborare
    Io la faccio da anni.
    Speriamo bene

    5
    1
  2. Quanta tenerezza mi fanno gli ingenui ed ignari amministratori di condomini. Ancora non hanno compreso che il furbetto della provincia ha individuato in loro il capro espiatorio per l’ignominioso fallimento che si registrerà tra 29 giorni, quando i cassonetti saranno tutti al loro posto, esattamente come le baracche che dovevano sparire il 31 ottobre. Vergognatevi tutti, protagonisti e complici!!

    1
    0

Rispondi a Fabrizio Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenta
Tempostretto.it - Quotidiano on line della Città Metropolitana di Messina

Via Francesco Crispi 4 98121 - Messina

Rosaria Brancato direttore responsabile-coordinatrice di redazione.

Danila La Torrevice coordinatrice di redazione.

info@tempostretto.it

Telefono 090.9018992

Fax 090.2509937 P.IVA 02916600832

n° reg. tribunale 04/2007 del 05/06/2007