Roccalumera, studenti del Comprensivo dicono no alla violenza sulle donne con un "corto"

Roccalumera, studenti del Comprensivo dicono no alla violenza sulle donne con un “corto”

Redazione

Roccalumera, studenti del Comprensivo dicono no alla violenza sulle donne con un “corto”

venerdì 24 Novembre 2023 - 16:55

Gli studenti della III A dell'Istituto comprensivo "Livatino" hanno partecipato a S. Teresa alla cerimonia conclusiva nell'ambito del concorso promosso dall'associazione "Al tuo fianco"

ROCCALUMERA – Gli allievi della 3A della sede di Roccalumera dell’istituto comprensivo “Giudice Rosario Livatino” hanno realizzato un cortometraggio in occasione della giornata nazionale sulla violenza contro le donne e del concorso ad essa legato, promosso dall’associazione “Al tuo fianco”, la cui premiazione si è svolta stamane presso l’Istituto comprensivo di Santa Teresa di Riva alla presenza della presidente, l’avvocato Cettina La Torre, dei comandanti delle stazioni di Taormina e Roccalumera e dei sindaci dei comuni di Santa Teresa, Furci, Savoca, Roccalumera. L’idea a cui si ispira il corto è stata avanzata dalla studentessa Gioia Briguglio alla docente di Lettere, Cristina Campailla, autrice della sceneggiatura.

Il lavoro finito, in collaborazione con il professore Santino Giannetto (curatore della regia e del montaggio), è frutto di ricostruzione storica, di studio dei costumi indossati ai primi dell’800 e di ricerca linguistica (idiomi ed espressioni dialettali siculo-calabresi). Si narra la storia di Giuseppina Florio, moglie di Paolo, originaria di Bagnara calabra, costretta dalla famiglia a lasciare i luoghi d’origine e le amicizie per recarsi a Palermo, città in cui giunge col marito, il figlio Vincenzo ed il cognato Ignazio. Dopo qualche tempo, già schiacciata psicologicamente dal marito, subisce dallo stesso una violenza fisica che la spinge ad una scelta difficile: si reca, pertanto, da un’ostetrica con l’intenzione di non portare avanti la gravidanza. La sera stessa perderà il figlio in modo naturale. Giuseppina, nel dialogo finale con Ignazio, riflette quindi sul destino delle persone, sul significato dell’amore e sui ricordi dolorosi che sedimentano, fermentano nella memoria (come il marsala dei Florio) e non hanno mai fine.

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