Respinta la domanda di #WindTre finalizzata ad ottenere la sospensione degli atti con i quali l'ente locale tende ad evitare l'installazione
S. ALESSIO – Il Tar di Catania ha respinto la domanda di Wind Tre finalizzata ad ottenere la sospensione degli atti con i quali il Comune tende ad evitare l’installazione di una antenna.
La vicenda è nata da una istanza presentata dalla Wind Tre Spa per ottenere l’autorizzazione per la realizzazione di un impianto di telefonia mobile in sistema Gsm-Dcsumts-Lte da ubicare nel Comune di S. Alessio in via Nazionale, lato nord.
Le istanze del Comune
Il Comune alessese ha chiesto già dal maggio del 2019 la documentazione necessaria per l’istruzione della pratica che la Wind Tre ha fatto pervenire (pare parzialmente) il 25 ottobre scorso ed ha comunicato l’inizio dei lavori. Il 7 luglio 2019 il Comune ha diffidato la società di telefonia dall’intraprendere i lavori, invitandola a far pervenire tutta la documentazione richiesta. La Wind, il 20 novembre, ha comunicato che la richiesta di integrazione documentale era tardiva e che pertanto si sarebbe formato il silenzio-assenso, ed ha indicato la data di inizio lavori.
L’attestazione di conformità
Il Comune di S. Alessio con nota del 25 novembre 2019 ha ribadito che in assenza della attestazione di conformità allo strumento urbanistico, alle norme ed airegolamenti vigenti (indicande gli estremi) i lavori non avrebbero potuto essere intrapresi. Contro questi provvedimenti la Wind Tre ha proposto ricorso al Tar che, resa ancor prima che il Comune si potesse costituire in giudizio, ha accolto la domanda cautelare sospendendo i provvedimenti emessi dall’ente locale.
Dopo la notifica dell’ordinanza e l’inizio dei lavori sono giunti al Comune di Sant’Alessio Siculo diversi esposti da parte di cittadini nei quali si evidenziavano il grave impatto che le radiazioni comporterebbero sulla cittadinanza e le interferenze con le apparecchiature elettro medicali installate nel vicino presidio medico dell’Asp. Il Comune ha provveduto a nominare un legale, l’avvocato Carmelo Moschella, ed un esperto a titolo gratuito (il prof. Pippo Sturiale) per tutelare gli interessi propri e della cittadinanza.
Il sopralluogo
Il 28 febbraio scorso è stato effettuato un sopralluogo nel quale sono state riscontrate alcune difformità ed è stata emessa, da parte del responsabile dell’Ufficio tecnico comunale, una ordinanza di sospensione dei lavori, da valere anche come atto di avvio del procedimento per l’annullamento della concessione assentita per silenzio assenso.
La comunicazione dell’Asp
Avuta contezza della realizzazione dell’opera il direttore del Distretto dell’Asp di Messina, lo scorso 6 marzo, ha comunicato i servizi sensibili svolti dagli ambulatori di urologia, reumatologia, pneumologia, oculistica, neurologia, oltre agli strumenti per esami diagnostici, ubicati all’interno del Poliambulatorio di Sant’Alessio Siculo, ed ha chiesto che fossero adottati gli opportuni provvedimenti tesi alla rimozione dell’impianto a tutela della salute dei cittadini ed al fine di evitare il mancato funzionamento delle strutture sanitarie del poliambulatorio con conseguenti disservizi e danni alla salute della collettività.
Lo stesso giorno i proprietari dell’immobile sul quale dovrebbe essere installata l’antenna, hanno contestano tutta una serie di omissioni e chiesto la disdetta ed il recesso del contratto di locazione, e disconosciuto esplicitamente l’efficacia del contratto. Sempre il 6 marzo la Wind Tre S.p.A. ha notificato un primo ricorso per motivi aggiunti, a seguito del quale è stato emesso Decreto presidenziale n. 117/2020 di sospensione degli atti impugnati con il suddette ricorso.
L’intervento dell’Ufficio tecnico
Anche alla luce dei vari accertamenti effettuati, il responsabile dell’area tecnica del Comune di Sant’Alessio Siculo ha emesso l’11 marzo il provvedimento di “diniego autorizzazione” da valere, in ogni caso, quale annullamento in autotutela il provvedimento concessorio eventualmente formatosi per silenzio assenso, ed il giorno successivo, ha emesso ordinanza con la quale è stata disposta la rimozione dell’antenna. Nelle more il Comune si è costituito in giudizio, difeso dall’avvocato Carmelo Moschella. Tuttavia Wind Tre S.p.A. non si è data per vinta ed il 23 marzo ha notificato e depositato un secondo ricorso per motivi aggiunti chiedendo «l’annullamento previa sospensione» degli ulteriori provvedimenti adottati dal Comune di Sant’Alessio Siculo, ottenendo l’emissione del Decreto presidenziale di sospensione (n. 129/2020 del 24 marzo e di un secondo decreto presidenziale (n. 236/2020 del 30.03.2020) con il quale il Presidente del Tar ha rigettato l’istanza di revoca proposta dal Comune di Sant’Alessio Siculo confermando per la trattazione collegiale la camera di consiglio del 23 aprile.
Il parere negativo dell’Arpa
L’8 aprile scorso l’Arpa ha comunicato il proprio parere negativo in relazione alla richiesta della Wind Tre S.p.A. relativa alla relazione di conformità dei livelli attesi di campo elettromagnetico a seguito della realizzazione di una stazione radio base (Srb). Wind Tre ha quindi presentato una nuova istanza all’Arpa che il 17 aprile 2020 ha rilasciato il proprio parere positivo.
“Querelle” stoppata sino al 5 novembre
Si è così giunti alla udienza collegiale del 23 aprile, nel corso della quale il Tar, almeno fino al 5 novembre prossimo ha messo la parola fine sulla querelle dando ragione al Comune di Sant’Alessio Siculo. I giudici catanesi alla luce dei sopravvenuti atti prodotti, hanno ritenuto di fissare la data di discussione del giudizio nel merito per l’udienza pubblica del 5 novembre prossimo ritenendo necessari di approfondimento i profili delle rimodulazioni sostanziali degli elaborati progettuali, della “impossibilità di accedere ai luoghi” oggetto di intervento che hanno impedito l’ultimazione dei lavori e della rilevanza delle ritenute violazioni regolamentari, specificate solo con gli atti impugnati con i motivi aggiunti.
Quindi, almeno fino al 05 novembre prossimo i cittadini di Sant’Alessio Siculo potranno stare tranquilli in quanto Wind Tre S.p.A. non potrà comunque ultimare e mettere in funzione la Stazione radio base.
