S. Teresa. "Vera a gennaio torna a Messina". Il papà ringrazia l'Irccs. Il malore a Londra, il coma, l'odissea... - Tempo Stretto - Ultime notizie da Messina e Reggio Calabria

S. Teresa. “Vera a gennaio torna a Messina”. Il papà ringrazia l’Irccs. Il malore a Londra, il coma, l’odissea…

Carmelo Caspanello

S. Teresa. “Vera a gennaio torna a Messina”. Il papà ringrazia l’Irccs. Il malore a Londra, il coma, l’odissea…

giovedì 12 Dicembre 2019 - 10:59
S. Teresa. “Vera a gennaio torna a Messina”. Il papà ringrazia l’Irccs. Il malore a Londra, il coma, l’odissea…

L'ospedale di Brescia è in contatto con il Centro neurolesi, già in possesso della cartella clinica. Il direttore scientifico Bramanti ha ribadito la disponibilità ad accogliere la giovane

S. TERESA DI RIVA – La vita di Maria e Pippo dallo scorso luglio non è più la stessa. Trascorre lenta accanto al letto di Vera, la 39enne di S. Teresa di Riva colta improvvisamente da malore mentre era al lavoro. La caduta, il coma. Ed una terra straniera che non era più di sposta ad assisterla nella lungodegenza. Un’odissea. Ad agosto la giovane originaria di Scifì, frazione di Forza d’Agrò, viene trasferita da Birmingham alla Fondazione Poliambulanza di Brescia, un istituto ospedaliero d’eccellenza. Da Messina era giunta la disponibilità dell’Irccs (Centro neurolesi Bonino-Pulejo), attraverso il direttore scientifico dell’Irccs Dino Bramanti, ad accoglierla. I due centri di eccellenza sono in contatto. “E adesso – spiega il papà di Vera, Pippo Rigano, al suo fianco a Brescia – si sta pensando ad organizzare il ritorno di mia figlia a Messina, a gennaio. Vera ha mostrato qualche lieve miglioramento, ma le sue condizioni rimangono molto critiche e non può affrontare un lungo viaggio in ambulanza”.

Il centro messinese è già in possesso della cartella clinica e l’ha presa in esame. “Il professore Bramanti – rimarca Rigano – ha ribadito la disponibilità ad accogliere mia figlia. Abbiamo apprezzato la sua sensibilità e professionale. Speriamo adesso di portare Vera a Messina. Quando è partita da Londra era impossibile, adesso ci sono le condizioni. Stiamo cercando di organizzare il tutto. Non è semplice. Confidiamo di riuscirci nella prima decade del prossimo mese. Vera non è più in coma profondo – conclude il papà – ci sono dei miglioramenti, ma non è pienamente vigile. Preghiamo costantemente. E teniamo accesa la speranza”.

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