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Sant’Agata Militello. Lite per una mascherina, aggrediti i gestori di un locale

Marco Ipsale

Sant’Agata Militello. Lite per una mascherina, aggrediti i gestori di un locale

sabato 24 Ottobre 2020 - 18:11
Sant’Agata Militello. Lite per una mascherina, aggrediti i gestori di un locale

20enne non vuole mettere la mascherina in un locale, litiga coi gestori e torna con gli amici per pestarli

Hanno invitato un cliente a indossare la mascherina, lui si è rifiutato e ne è nata una breve lite. Protagonisti della vicenda i gestori di un noto locale della movida di Sant’Agata Militello e il 20enne Antonio Tripodo, che poi ha raccontato la vicenda ai suoi amici, tornati per un raid punitivo.

A capo c’era Carmelo Presti, 27enne con diversi precedenti di polizia. All’orario di chiusura del locale, ormai deserto, il gruppo di giovani ha pestato i due gestori del locale, provocandogli serie conseguenze fisiche, e danneggiando diversi arredi. I gestori hanno provato a barricarsi all’interno e sono riusciti a chiamare i carabinieri, che hanno fermato l’aggressione violenta.

Presti e Tripodo devono rispondere dei reati di violenza privata, minacce, lesioni personali e danneggiamento, tutti aggravati ed in concorso. Su decisione del giudice di Patti, Andrea La Spada, e richiesta del sostituto procuratore di Patti, Andrea Apollonio, che ha diritto le indagini dei carabinieri, il 27enne è ora agli arresti domiciliari mentre per il 20enne c’è il divieto di dimora a Sant’Agata Militello. Misure dettate anche dal “rischio che il branco potesse lasciarsi andare a nuove violenze volte ad affermare il predominio sul territorio”.

Nell’ordinanza, il giudice parla di “pianificazione dell’azione da parte degli indagati (l’uno quale “padrino”, l’altro quale “figlioccio” che al primo si rivolge per chiedere e ottenere soddisfazione dell’affronto subìto), capaci anche di coagulare attorno a sé altri giovani (anche minorenni) che vedono nel Presti un leader cui prestare cieca fedeltà, anche nella perpetrazione di azioni così meschine, come quella di aggredire in cinque due ragazzi peraltro intenti, a differenza degli aggressori, a svolgere un’attività lavorativa”.

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Un commento

  1. Il risultato è che sono ancora fuori e non hanno pagato per i reati commessi. E ovviamente continueranno a fare gli “scaltri”. … tanto …

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