Forse un rifiuto dietro la furia omicida del giovane che ha accoltellato la studentessa di Misilmeri
Messina – E’ da poco passata la mezzanotte quando la madre e il padre di Sara Campanella lasciano l’obitorio. Dopo oltre due ore di lacrime strazianti, i carabinieri e i familiari convincono Maria Concetta Zaccaria a lasciare la stanza dove il corpo ormai senza vita di sua figlia Sara riposa sotto un velo. Senza vita e in attesa di giustizia.
Il marito Alessandro e gli altri familiari devono letteralmente trascinarla fuori. “Voglio restare qui, devo restare con lei”, si lamenta la madre, ancora incapace di asciugare le lacrime. Dentro, è riuscita appena un attimo a vedere il corpo della figlia, straziato da quel colpo profondo infertole al collo.
Intanto le indagini dei Carabinieri vanno avanti per fare luce sulla vicenda, coordinati dalla sostituta procuratrice Alice Parialò. I sospetti sono tutti per un giovane di un’altra provincia siciliana che aveva conosciuto Sara a Messina, in ambiente universitario.
Il femminicidio annunciato?
I testimoni raccontano di un rapporto tra i due che lui avrebbe voluto approfondire, ma Sara ha troncato prestissimo tutto. Una decisione che lui non ha gradito. Per questo, pare emergere dalle prime testimonianze, anche ieri l’aveva tempestata di messaggi. Dai racconti ora al vaglio degli investigatori emerge proprio la paura che stava crescendo in Sara, nei confronti del ragazzo.
Poi in serata lui l’ha attesa fuori dal Policlinico, alla fine dell’orario delle lezioni e l’ha aggredita e colpita alle spalle, per poi dileguarsi. L’omicidio è avvenuto in pieno giorno, sotto gli occhi di diversi presenti e in un’area dove sono presenti molte telecamere. I filmati sono andati subito al setaccio degli investigatori, insieme al traffico telefonico della vittima.
UniMe in lutto
Sara frequentava il terzo anno di tecniche di laboratorio biomedico. Contava di laurearsi entro il 2026. Un sogno spezzato per sempre, insieme ai suoi giorni. Da Unime è arrivato il messaggio di cordoglio della rettrice Giovanna Spatari, che proprio ieri ha ricordato il femminicidio di Lorena Quaranta, avvenuto esattamente cinque anni fa. Oggi le lezioni sono sospese in segno di lutto.

Non ci sono parole. Ora basta!Basta con questi soggetti malati di sé liberi di poter fare quello che vogliono, di togliere la vita a chi li rifiuta, di volete possedere ed essere padroni a tutti i costi della vita altrui! BASTA! E basta stare a guardare senza intervenire prima che succeda il peggio per poi dispiacersi ! BASTA! E basta con questi assassini e il diritto di difendersi quando sono soltanto INDIFENDIBILI VIGLIACCHI! Che la terra ti sia lieve giovane Sara, riposa in pace ! 🌹🙏 ! Un abbraccio alla tua famiglia.