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Teatro, sarà l’assessore regionale Barbagallo a decidere il nome del nuovo sovrintendente?

Rosaria Brancato

Teatro, sarà l’assessore regionale Barbagallo a decidere il nome del nuovo sovrintendente?

mercoledì 06 Luglio 2016 - 00:16
Teatro, sarà l’assessore regionale Barbagallo a decidere il nome del nuovo sovrintendente?

La legge istitutiva dell'Ente Teatro prevede all'art.8 che in caso di mancata nomina del nuovo sovrintendente entro 30 giorni dalla vacanza del precedente, sia l'assessore regionale a procedere alla nomina. Barbagallo è stato già informato della vicenda. Sempre in base alla legge non si esclude l'arrivo di un commissario ad acta per l'approvazione del bilancio di previsione.

Mentre il Cda dell’Ente Teatro Vittorio Emanuele si accapiglia sulla scelta del nuovo sovrintendente, il rischio è che sarà l’assessore regionale Anthony Barbagallo a decidere il nome del successore di Saija.

Stando infatti alla Legge istitutiva dell’Ente Teatro, la n°4 del 10 gennaio 1995, all’articolo 8, i termini per la nomina del nuovo sovrintendente sarebbero già scaduti da 5 giorni e la nomina spetterebbe quindi all’assessore.

Il comma 5 dell’art.8 così recita: “In caso di vacanza della carica alla sostituzione del sovrintendente si provvede, con le stesse modalità previste per la nomina, entro il termine massimo di 30 giorni dalla vacanza”.

Il comma 6: “In caso di mancata designazione entro il termine suindicato da parte del Cda, l’assessore regionale procede alla nomina del sovrintendente tra persone di chiara fama e comprovata esperienza”.

Calendario alla mano l’ex sovrintendente Saija si è dimesso il 2 maggio, ma in seguito alla richiesta del Cda, è rimasto al suo posto fino all’ 1 giugno, per predisporre gli atti relativi al bilancio consuntivo 2015 ed al previsionale 2016.

Nel frattempo è stata bandita la manifestazione d’interesse per il suo successore ed i termini per la presentazione delle candidature sono scaduti il 9 giugno, ormai quasi un mese fa. Nonostante l’arrivo sul tavolo del Cda di una ventina di candidature un mese non è bastato per la scelta ed ancora oggi non è stato sciolto l’arcano. La sfida è tra Angelo Curtolo ed Egidio Bernava. Mentre il Cda restava impantanato tra la nomina e gli stop dei revisori dei conti il termine previsto dalla Legge per la nomina è scaduto da diversi giorni. Saija ha lasciato il suo posto l’1 giugno ed i 30 giorni individuati dalla Legge come massimo termine per la vacanza sono scaduti il 1 luglio.

Applicando quindi quanto prevede la Legge al comma 6 dell’art.8 dovrebbe essere l’assessore Barbagallo a risolvere la querelle. L’esponente della giunta Crocetta è già al corrente della vicenda e non è detto che nei prossimi giorni non decida, anche perché, qualsiasi nomina approvata dal Cda oltre il termine sarebbe a fortissimo rischio d’impugnativa per nullità.

La sfida, come detto, è tra il direttore del Teatro Ristori di Verona, Angelo Curtolo, ed Egidio Bernava, ex Presidente del Vittorio Emanuele, che già nel 2014 presentò la candidatura. A far pesare la bilancia contro Bernava però, è il fatto che nella campagna elettorale del 2013 il candidato del centro-sinistra Felice Calabrò designò proprio Bernava quale assessore alla cultura. Questo “peccato originale” è valso a Bernava il voto contrario del presidente Puglisi e dei consiglieri Moschella e Giacoppo, che gli preferiscono Curtolo. A favore invece si sono espressi Macris,Altomonte e Pulejo. La “partita” è in pareggio perché la nomina di Luciano Fiorino, il cui voto a questo punto sarebbe determinante, non è stata ancora ratificata dal Cda. I tempi comunque sono scaduti ed anche se si dovesse trovare l’intesa nei prossimi giorni il rischio di un ricorso è altissimo. La palla già nelle prossime ore potrebbe passare direttamente alla Regione.

Altra situazione critica è quella che riguarda gli strumenti contabili. I bilanci infatti sono ancora in alto mare. Il consuntivo 2015 non è ancora arrivato all’esame dei revisori che nel frattempo hanno dato parere negativo al bilancio di previsione 2016-2017 rilevando una serie di criticità, come ad esempio “entrate sovrastimate”. Il bilancio è quindi in fase di modifica e il Collegio, rimasto anche privo di un componente che si è dimesso nei giorni scorsi, ha invitato l’Ente ad una rigorosa gestione delle spese (leggi qui).

La mancata approvazione dei bilanci espone il Cda all’arrivo di un commissario ad acta, sempre secondo la Legge istitutiva, art.14, comma 5: “L’assessore regionale nomina un commissario ad acta per la redazione del bilancio preventivo qualora questo non gli sia stato trasmesso entro il 30 giugno dell’anno precedente a cui si riferisce”.

Insomma le possibilità che l’assessore regionale Barbagallo prenda in mano le redini di una situazione divenuta sempre più complicata si fanno concrete.

Rosaria Brancato

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