Scala della Giudecca, dallo scandalo alla rinascita - Tempostretto

Scala della Giudecca, dallo scandalo alla rinascita

elisabetta marciano

Scala della Giudecca, dallo scandalo alla rinascita

martedì 11 Maggio 2021 - 10:21

Cittadini che si sono alzati dalle loro comode sedie, hanno smesso di lamentarsi sui social e hanno deciso di combattere con i fatti il degrado della scala

Una vera e propria rinascita quella della scala della Giudecca di Reggio Calabria. Una conquista storica da parte dei cittadini che solo poche settimane fa estirpavano il primo ciuffo d’erba. Oggi, invece, recuperano per l’intera città una delle architetture simbolo cittadine. Situata nella parte più alta di Reggio la scalinata, abbandonata all’incuria e al degrado per anni, è diventata nel corso del tempo non solo ricettacolo di rifiuti e degrado, ma anche luogo di spaccio e consumo come dimostrano le innumerevoli siringhe raccolte in questi giorni dai volontari.

La rinascita della scala

L’iniziativa, nata grazie all’idea di due donne Angelina De Salvo e Simona Lanzoni, ha raccolto subito l’entusiasmo di altri, di tantissimi. Da un fine settimana all’altro si sono dati appuntamento e con i propri mezzi hanno recuperato il patrimonio storico, ma anche quello simbolico. La Scalinata, ha cosi visto giorno dopo giorno, la sua rinascita. Un percorso faticoso, ma determinato e spesso oneroso per gli organizzatori. Un’azione senza colore politico, senza bandiera. Un’azione di fede, forse, che vede nella pratica e nella volontà il risultato collettivo e il successo.

L’azione come denuncia

E nell’azione la denuncia. E’ possibile che debbano essere i cittadini ad organizzare e a portare a termine interventi così straordinari? Che debbano prendersi interamente la responsabilità di intervenire con prudenza su un’opera di tale valore? Cittadini che rinunciano alle giornate di riposo perché stanchi di vivere nel degrado che sembra ormai parte del paesaggio? Eppure è così: un pezzettino alla volta, uno scalino alla volta. Tutto il lavoro in salita fino all’ultima rampa che, ripulita da sterpaglie altissime, ha permesso di rivedere lo Stretto di Messina. Uomini e donne che si sono alzati dalle loro comode sedie e hanno smesso di lamentarsi sui social, di commentare l’incuria e hanno deciso di combatterla con i fatti, con l’azione positiva e ci sono riusciti.

Fotografie: Angelina De Salvo e Annamaria Polimeni

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