Scuola, il caso di due docenti messinesi. Bucalo: "Il Governo costringe alle vie legali"

Scuola, il caso di due docenti messinesi. Bucalo: “Il Governo costringe alle vie legali”

Redazione

Scuola, il caso di due docenti messinesi. Bucalo: “Il Governo costringe alle vie legali”

venerdì 04 Marzo 2022 - 10:01

Una docente è rientrata da Roma, dopo sentenza, per accudire l'anziano padre; un docente è rientrato da Venezia per il figlio minore

“Oltre 200mila gli insegnanti che quest’anno faranno domanda per trasferirsi nella provincia di residenza, e molti tra loro devono ricorrere alle battaglie legali per ottenere il riavvicinamento alla famiglia, specie se uno dei componenti vive uno stato di disagio. E la vince sul punto, visto che il Ccni prevede l’accoglimento della domanda di mobilità e godere del diritto di precedenza nei casi previsti dalla Legge 104/92, come anche il ricongiungimento al figlio minore ed al coniuge. Ma tutto questo, spesso, viene ignorato dal ministero e occorre che il diritto venga sancito da un giudice”.

Lo dice Ella Bucalo, deputata di Fratelli d’Italia e responsabile del dipartimento Scuola.

“Soltanto a Messina, proprio nei giorni scorsi, abbiamo la vittoria di due docenti sulla negligenza ministeriale: una, docente a Roma, ha potuto rientrare, dopo sentenza, ed accudire l’anziano padre malato; un altro, da Venezia, con un figlio minore, ha ottenuto il trasferimento nella sua terra. Da anni perseguo il diritto alla mobilità totalmente dimenticato dal Ministero, ho sempre presentato emendamenti ad ogni provvedimento per risolvere un annoso problema che vede coinvolti tantissimi docenti lontano dalle loro famiglie, emendamenti che sono stati tutti bocciati da tutti i governi che si sono succeduti in questi quattro anni, compreso quello attuale. Hanno chiuso la porta a migliaia di docenti di ruolo con storie drammatiche alle spalle, storie di famiglie che si separano, di rapporti coniugali che si spezzano, di bambini cresciuti senza madri o padri, di genitori anziani rimasti soli a km di distanza”.

Un commento

  1. È pur vero che anche altre categorie di lavoratori avrebbero il piacere di ricongiungersi con figli minori e affetti vari ma non hanno i privilegi della categoria della scuola che sta sempre a lamentarsi.

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