La corsa alla Regione in vista del 2027. La Vardera, Antoci, Mannino, Di Paola nel centrosinistra. E Mulè in Forza Italia. Oltre alla variabile De Luca
SICILIA – Regionali del 2027. Chi sarà il candidato da contrapporre al centrodestra in Sicilia? Qual è l’identikit dell’anti Schifani, se l’attuale presidente rimarrà in corsa per il secondo mandato? Più che un nome, ci vuole un progetto alternativo al centrodestra. Un progetto per un centrosinistra ancora in cerca d’autore.
In ogn caso, il quadro è complicato. Il Partito democratico è lacerato dalle divisioni tra la segreteria regionale guidata da Anthony Barbagallo e il gruppo parlamentare all’Ars. Ma, intanto, Ismaele La Vardera, leader di “Controcorrente”, ha lanciato la sua candidatura come presidente della Regione siciliana. “L’auspicio è quello di guidare la coalizione di centrosinistra. Sono i numeri (con un recente sondaggio, n.d.r.) a darci ragione e ci dicono di aver fatto opposizione seria, vera e concreta, toccando tasti molti delicati. E noi su questo rivendichiamo con orgoglio una credibilità politica che ci ha portato a raggiungere risultati importanti”, ha sottolineato l’ex Iena ed ex Sud chiama Nord, oggi deputato regionale nel gruppo misto.
Il Movimento Cinquestelle, invece, con il presidente Giuseppe Conte, intende puntare sul parlamentare europeo Giuseppe Antoci. O, in alternativa, sul coordinatore regionale Nuccio Di Paola. Il Pd, a sua volta, potrebbe optare sul segretario della Cgil Sicilia, Alfio Mannino. Ma senza un’alleanza solida, fondata su idee e progetti, ogni coalizione progressista è destinata a rimanere fragile.
Le fibrillazioni nel centrodestra e il cantiere autonomista di De Luca
Sul fronte del potere, nel frattempo, in un centrodestra inquieto a Palazzo d’Orleans e all’Assemblea regionale, c’è chi vorrebbe sostituire Schifani. E non ripresentarlo alle prossime regionali come candidato presidente. Tra gli aspiranti il vicepresidente della Camera dei deputati Giorgio Mulè, di Forza Italia.
Tuttavia, in uno scenario segnato da piccoli e grandi Vietnam in aula, il quadro è in evoluzione. Il tutto mentre la Sicilia vive situazioni drammatiche: dai problemi strutturali nella sanità alle incertezze economiche e sociali, oltre alle inchieste giudiziarie. In questo contesto, Cateno De Luca, terminata la fase d’apertura al governo Schifani, cerca di ritagliarsi un ruolo nuovo. Da qui la nascita di un cantiere autonomista, con il Centro studi Ti Amo Sicilia, che sarà ufficializzato nella tre giorni del 16, 17 e 18 gennaio a Caltagirone.
La necessità di rinnovamento: dalle classi dirigenti ai partiti
In generale, si naviga a vista. E la priorità è, dovrebbe essere, il rinnovamento delle classi dirigenti. E la rinascita dei partiti. In Sicilia, così come sul versante nazionale. Ma all’orizzonte ci sono davvero pochi raggi di sole. Prevalgono le nuvole. E non è una novtà.

De luca da solo….ormai non otterrá nulla.
La sinistra dovrebbe essere compatta e unita su un nome condiviso.
Chiunque esso sia.
Ma deve essere forte e credibile.
Dopo del disastro Schifani vincerebbe facilmente.
Antoci secondo me rappresenta l’ultima possibilità per questa isola.
Io ci spero…non costa nulla.
In tutta sincerità penso che solo Dio ci può aiutare e chiederei aiuto al Vaticano che mi sembra essergli più vicino!