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Sicilia: novità per gli Enti locali. I dettagli del ddl

Rosaria Brancato

Sicilia: novità per gli Enti locali. I dettagli del ddl

venerdì 22 Gennaio 2021 - 16:40
Sicilia: novità per gli Enti locali. I dettagli del ddl

Novità su terzo mandato, divieto di istituire nuovi piccoli comuni, possibilità di avere un portavoce, incompatibilità per assessori in due comuni

La palla passa all’Assemblea Regionale che dovrà approvare il testo definitivo (con eventuali modifiche e integrazioni), intanto però la I Commissione Affari Istituzionali Ars ha esitato il Ddl sugli enti locali. Previste alcune novità. Il ddl all’esame dell’Ars è frutto di un lavoro dell’ex assessora Bernadette Grasso che lo ha predisposto nell’ambito della sua attività di riforma di una Regione elefantiaca.

Le elezioni di secondo livello

A dicembre era stata approvata la norma che fissa lo svolgimento tra il 15 e il 31 marzo delle elezioni di secondo livello per il rinnovo degli organi delle ex Province e delle Città Metropolitane di Messina, Catania e Palermo.

Sì terzo mandato

Tra le novità introdotte è previsto anche il terzo mandato consecutivo per i sindaci dei comuni fino a tremila abitanti. Viene modificato l’articolo 109 bis dell’ordinamento regionale enti locali in materia di scioglimento del consiglio comunale prevedendo che lo si possa fare solo in caso di mancata approvaione del bilancio di previsione (escludendo quindi lo scioglimento in caso di mancata approvazione del consuntivo).

Ridotte le sottoscrizioni

L’articolo 4, in virtù della situazione legata alla pandemia in corso prevede la riduzione ad un terzo del numero di sottoscrizioni necessario per la presentazione di liste e candidature nelle elezioni degli organi delle ex Province e nelle elezioni comunali che debbano svolgersi durante l’attuale periodo di emergenza epidemiologica e fino alla sua cessazione come deliberata dal Consiglio dei Ministri.

No assessori in due comuni

Tre articoli sono poi destinati alle modifiche in materia di commissari straordinari degli Enti locali con riferimento all’annullamento delle elezioni comunali o nei casi di sospensione del sindaco. Stabilita l’incompatibilità di un assessore comunale in due comuni. “Il soggetto che viene nominato assessore in due comuni diversi, deve optare per una delle cariche entro cinque giorni dall’ultimo atto di nomina.”.

No comuni troppo piccoli

L’articolo 9, fatti salvi I casi di fusione tra più comuni, dispone il divieto di istituire nuovi comuni con popolazione inferiore a 10.000 abitanti o la cui costituzione comporti, come conseguenza, che altri comuni restino con una popolazione inferiore a 10.000 abitanti.

Incarichi agli esperti

Ci sono poi una serie di novità che recepiscono anche quanto indicato dall’Anci in materia di incarichi ad esperti. Il sindaco può conferire incarichi a tempo determinato, rinnovabili, che non costituiscono rapporto di pubblico impiego, ad esperti estranei all’amministrazione. L’oggetto e la finalità dell’incarico devono essere definiti all’atto del conferimento e possono anche riferirsi ad attività di supporto agli uffici in materie di particolare complessità, per le quali l’ente abbia documentabili carenze delle specifiche professionalità.

Sì al portavoce

Fra gli incarichi che possono essere conferiti ad esperti è annoverabile anche quello di portavoce del sindaco previsto dalla legge 7 giugno 2000, n. 150 e successive modifiche ed integrazioni. Il numero degli incarichi ad esperti è vincolato alla popolazione. Pertanto numero degli incarichi non può essere superiore a: due nei comuni con popolazione fino a 30.000 abitanti; tre nei comuni con popolazione superiore a 30.000 e fino a 250.000 abitanti; quattro nei comuni con popolazione superiore a 250.000 abitanti.

Gli esperti nominati devono essere dotati di documentata professionalità. In caso di nomina di soggetto non provvisto di laurea, l’atto di conferimento dell’incarico deve essere ampiamente motivato. Il sindaco annualmente trasmette al consiglio comunale una dettagliata relazione sull’attività svolta dagli esperti da lui nominati. Agli esperti è corrisposto un compenso mensile non superiore allo stipendio tabellare previsto per la qualifica unica dirigenziale dal CCNL del comparto Regioni ed Autonomie Locali. Sono, altresì, consentiti conferimenti di incarichi a titolo gratuito, ove il soggetto individuato accetti espressamente, all’atto del conferimento, la gratuità della prestazione. Ad un medesimo soggetto non possono essere conferiti contemporaneamente più di due incarichi ai sensi del presente articolo. L’incarico di esperto è compatibile con altri incarichi di collaborazione esterna e/o di consulenza, purché gli incarichi non comportino conflitti di interesse.”

Il Pd contro giunta al maschile

Il testo passerà all’esame dell’Ars mentre nel frattempo con una nota il Pd ricorda a Musumeci la gravissima falla di una giunta regionale tutta al maschile. Il Pd ha presentato all’Ars un ddl che prevede anche per le elezioni regionali la doppia preferenza di genere (già prevista per le comunali). Per passare dalle parole ai fatti, oltre a riequilibrare una giunta così palesemente squilibrata nel genere, secondo I Dem il governo dovrebbe sostenere il ddl.

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