Alla cerimonia, cui ha preso parte anche padre Alex Zanotelli, oggi in città, nessun rappresentante delle istituzioni cittadine
Anche se con un bel po’ di ritardo rispetto all’orario di arrivo previsto, Alex Zanotelli, il padre comboniano famoso per le sue missioni umanitarie in terra d’Africa, è stato accolto con prevedibile calore ed affetto dai ragazzi degli istituti scolastici cittadini chiamati a raccolta nella Chiesa della Consolata-Don Orione.
È lo stesso Zanotelli a scusarsi subito per l’attesa, certamente non voluta, ma dipesa da alcuni problemi di traffico e viabilità avuti negli ultimi 10km dell’incompiuta autostrada Salerno-Reggio Calabria. Il dibattito ha preso il via andando a toccare subito il cuore del problema, quello cioè dell’assoluta necessità di riuscire a diffondere il più possibile una cultura della legalità che spesso le giovani generazioni sembrano ignorare.
Una situazione quest’ultima, “denunciata- sia dal “pacifista- Renato Accorinti protagonista e sostenitore di numerose battaglie a difesa dei più “deboli-, che dallo stesso Alex Zanotelli. Concordi entrambi nell’affermare che la scuola debba rappresentare il primo centro di aggregazione attraverso cui educare i bambini, sin dalla più tenera età, ad una cultura della giustizia.
Una chiesa stracolma sì di giovani ma di nessun rappresentante delle istituzioni cittadine. Un’assenza e soprattutto un silenzio, quello dei politici messinesi, più e più volte sottolineata dagli organizzatori dell’incontro di questa mattina, il primo di una fitta agenda di impegni che vedranno protagonista padre Zanotelli, e nel corso del quale è stato ribadito come sia a dir poco vergognoso il disinteresse mostrato da parte di chi, ormai da tempo si sarebbe dovuto occupare dell’affissione di una targa sulla parete della piscina comunale, in memoria della piccola Graziella Campagna, uccisa dalla mafia. Presente in chiesa anche il fratello Pietro che, lo ricordiamo, ritrovò il corpo senza vita della sorella nella struttura di Forte Campone.
Sebbene infatti l’intitolazione della struttura pubblica alla sedicenne di Saponara, assassinata perchè involontaria custode di un segreto troppo scomodo, sia stata voluta ben undici anni fa, nessuna delle tante, fin troppe, amministrazioni di Palazzo Zanca che si sono succedute, si è poi occupata di far apporre un riconoscimento visibilmente “concreto- sul muro della piscina. È stato dunque necessario l’intervento di privati cittadini che hanno fatto le veci di quanti, ancora oggi, a distanza di così tanti anni, continuano a rimanere nell’ombra.
In Photogallery alcue immagini dell’incontro
(Foto di Dino Sturiale)
