All'Istituto Villa Lina di Ritiro, un'opera pittorica in onore di Vann'Antò, esponente di spicco della poetica siciliana del '900

All’Istituto Villa Lina di Ritiro, un’opera pittorica in onore di Vann’Antò, esponente di spicco della poetica siciliana del ‘900

All’Istituto Villa Lina di Ritiro, un’opera pittorica in onore di Vann’Antò, esponente di spicco della poetica siciliana del ‘900

venerdì 29 Ottobre 2010 - 12:55

L'opera acquistata nel 2007 dall'amministrazione comunale, è stata affissa questa mattina alla scuola media che porta il suo nome

Messina ricorda Vann’Antò, pseudonimo di Giovanni Antonio Di Giacomo (Ragusa 1891-Messina 1960), poeta, professore di letteratura delle tradizioni popolari nell’Ateneo peloritano.

In occasione del cinquantenario della sua morte, la direzione del 16° Istituto comprensivo, Villa Lina- Ritiro Vann’Antò, ha promosso questa mattinata la manifestazione , “Conversazioni letterarie: incontriamo Vann’antò”, in onore di uno dei più importanti esponenti della poesia siciliana del Novecento. Il sindaco Giuseppe Buzzanca e l’assessore alle politiche scolastiche, Salvatore Magazzù, hanno assistito con soddisfazione alla sistemazione dell’opera pittorica di Enotrio (1920-1989) raffigurante il poeta messinese Vann’Antò, alle pareti dell’istituto a lui intitolato.

Il quadro, fino ad oggi conservato al Comune, fu acquistato dall’Amministrazione nel luglio 2007, per onorare un letterato che a Messina fu anche insegnante in istituto superiore, preside di scuola media e docente all’Ateneo peloritano. Nel 1915 fondò, assieme a Guglielmo Jannelli e Luciano Nicastro, il periodico messinese «La Balza futurista», che si rifaceva al movimento futurista di Marinetti. Dibattuta la vicinanza di Vann’antò alle traduzioni di alcuni autori decadentisti francesi.

Nel 1955 infatti, Vann’Antò e Pier Paolo Pasolini furono protagonisti di un’interessante confronto sulla natura della poesia dell’autore ragusano. Pasolini non risparmiò le critiche sulla natura dele sue opere, e sosteneva che le sue composizioni fossero ispirate al decadentismo di Stéphane Mallarmé e Paul Eluard, ma Vann’Antò non era d’accordo e chiamò come arbitro Leonardo Sciascia che commentò così l’ingegno di quest’ultimo: “Quel che c’è di astratto e sublime nella sua poesia, nasce da una penetrazione in certi strati dell’anima e della cultura popolare siciliana, dove l’astratto e il sublime naturalmente germina”. Ultimo “atto” della giornata l’inaugurazione dell’anno scolastico 2010-2011 e del progetto “Orto in condotta”, nato nell’ambito del protocollo tra l’Associazione Raos e la protezione civile. Terminano la giornata del cinquantenario della sua morte, esecuzioni musicali e lettura di poesie all’insegna del tema “tutti insieme per crescere in melodiosa armonia”.

Giosè Venuto

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