Commoventi gli interventi di Nino Lonia e Placido Scionti
Le telecamere tornano finalmente ad accendersi sulla tragedia di Messina. -Il Natale non è ovunque Natale-: esordisce così Giovanni Anversa, giornalista e conduttore di -Racconti di Vita-, la trasmissione della domenica di RaiTre che racconta le storie più tragiche avvenute negli ultimi periodi in Italia. La puntata è stata dedicata all’alluvione che lo scorso primo d’ottobre ha colpito la zona Sud di Messina.
In studio Nino Lonia, che nel nubifragio ha perso la moglie e i suoi due piccoli figli, Patrizia e Placido Scionti, cognati di Lonia, a cui quel fiume di fango ha portato via anche il padre, Salvatore. Anversa presenta alcuni filmati dedicati all’alluvione che ha distrutto Sarno, ma guardando scorrere tali immagini, il denominatore comune sembra essere identico: -una tragedia annunciata-; vuoi che siano le riprese di Sarno, L’Aquila o Messina.
L’intervista a Nino Lonia commuove tutti in studio. Si ripercorrono vari momenti di quella indimenticabile giornata, si ricorda l’ultima telefonata ricevuta dalla moglie: -Sembrava preoccupata – racconta – ma non potevamo sapere cosa sarebbe accaduto-.
-Le mie giornate oggi sono vuote, piene solo di ricordi – spiega al conduttore – mi sveglio alle 8.00 e vado subito al cimitero, poi torno in albergo, vado a trovare mia madre e le notti le passo quasi sempre in bianco. All’Hotel Europa ho trovato una seconda famiglia grazie ai volontari e anche al sindaco Buzzanca che ci sta sostenendo. Ma le Istituzioni ci hanno abbandonato. Nessuno ci dice cosa sta succedendo e come sarà il nostro futuro-.
Il conduttore poi domanda: è possibile per voi il ritorno a Giampilieri? Lonia risponde secco: -Sono d’accordo con i miei compaesani che si debba tornare ognuno nelle proprie case, ma io non ci riesco. Non riesco a guardare la montagna che ha ucciso mia moglie e la mia famiglia. L’unica cosa che mi era rimasta lì era la fede di mia moglie, ora ce l’ho al collo-.
Contemporaneamente va in video un filmato di Novella Aurora Spanò e Piergiorgio Scuteri dal titolo -Terra: una storia-, un emozionante servizio che dà voce alla descrizione di un abitante di Giampilieri impegnato per diversi giorni nel recuperare i corpi dei suoi concittadini sepolti dal fango: -Io sono giampilieroto – racconta – e quelle persone le conoscevo tutte. Ho scavato con le mani e quando mi dicevano di fermarmi io non volevo farlo.Io li volevo salvare tutti-. Commuoventi e glaciali le dichiarazioni che non lasciano parola al conduttore.
Nell’ultima parte del programma la testimonianza di Placido Scionti che senza giri di parole si rivolge al premier Berlusconi: -Delle sue promesse non abbiamo visto nulla finora e non so quando riusciremo a vedere i primi frutti – ribadisce – Quando deve cercare voti in Sicilia viene con piacere, quando si tratta di dare risposte vere qui non viene. Forse crede che l’Italia finisca a Roma ma l’Italia arriva fino in Sicilia-.
