Domani a largo Minatoli tradizionale cerimonia della deposizione della corona d’alloro ai piedi del monumento. Alle 11.30 corteo in partenza dalla Chiesa dei Catalani
Messina, 28 dicembre 1908, h 5.21: la terra “inghiotte” la città dello Stretto. Sono trascorsi due anni dalle celebrazioni del centenario del terremoto del 1908 che rase al suolo la città dello Stretto, con il crollo di oltre il 90% degli edifici. Un evento che ha segnato nel profondo le successive vicende della Messina post-sisma, che ancora oggi patisce le sofferenze di un dramma da cui non si è ancora completamente risollevata. I maggiori effetti sono quelli patiti sul piano urbanistico-territoriale: si discute la modifica e la riorganizzazione del Prg per cercare di mitigare gli effetti edilizi e i contestuali interessi speculativi che superano la logica del buon senso e della razionalità a spese della sicurezza della collettività, soprattutto considerando l’alto rischio sismico che interessa il bacino dello Stretto. Un obiettivo che si cerca di raggiungere a fatica a causa degli ostacoli, burocratico-politici, che si frappongono al raggiungimento della meta.
In attesa del cambiamento, non resta dunque che ricordare i 90 mila messinesi che nella notte della tragedia persero la vita. Per farlo ’Arciconfraternita dei Catalani deporrà domani la tradizionale corona d’alloro ai piedi della statua raffigurante Messina a Largo Minatoli. La cerimonia verrà prima preceduta da un corteo che alle 11.30 partirà dalla Chiesa dell’Annunziata dei Catalani di via Garibaldi che farà tappa di fronte il monumento. Alla cerimonia predneranno parte il sindaco Buzzanca e il Comandante della Polizia Municipal Ferlisi. La semplice e sobria cerimonia si svolge ininterottamente dal 1992 quando per volontà di due confrati ormai defunti, Vittorio Di Paola e Luciano Tringali, essendo Governatore il Prof. Vincenzo Pugliatti, si decise di organizzare in sinergia con l’Amministrazione Comunale questo significativo gesto commemorativo di un evento catastrofico che cambiò la storia della Città di Messina.
Per capire bene l’eccezionalità dell’evento, riportiamo una toccante ed al tempo stesso impressionante frase scritta dagli addetti dell’Osservatorio Ximeniano a pochi istanti dalla tragedia: « Stamani alle 5:21 negli strumenti dell’Osservatorio è incominciata una impressionante, straordinaria registrazione: “Le ampiezze dei tracciati sono state così grandi che non sono entrate nei cilindri: misurano oltre 40 centimetri. Da qualche parte sta succedendo qualcosa di grave». La natura aveva da poco cancellato Messina.
