Appuntamento con i -Misteri d'Italia - I mercoledì delle verità nascoste- iniziativa promossa da Energia Messinese

Appuntamento con i -Misteri d’Italia – I mercoledì delle verità nascoste- iniziativa promossa da Energia Messinese

Appuntamento con i -Misteri d’Italia – I mercoledì delle verità nascoste- iniziativa promossa da Energia Messinese

mercoledì 27 Gennaio 2010 - 14:49

Questa sera alla chiesa di Porto Salvo in scena -Pasolini, un delitto italiano-

L’associazione Energia Messinese nell’ambito dell’iniziativa “Misteri d’Italia – I Mercoledi delle verità nascoste” comunica che stasera alle ore 20.45 presso il Salone della Chiesa di Porto Salvo in Viale della Liberta (fronte ingresso laterale fiera) ci sarà la proiezione del terzo film del CineforumMessinese. Il film proiettato sarà Pasolini, un delitto italiano di Marco Tullio Giordana. L’ingresso al cineforum è completamente gratuito.

Breve scheda del film

Film-inchiesta che dà ampio risalto alla figura di Giuseppe Pelosi, assassino di Pier Paolo Pasolini. Più che un ricordo del regista e scrittore, un’analisi della pista alternativa sul caso Pasolini: non si sarebbe trattato di un delitto passionale tra omosessuali, bensì dell’ultimo atto di un complotto ordito dal potere per eliminare un personaggio scomodo, voce critica nei confronti del governo. Ma anche nel film la questione rimane, ovviamente, irrisolta.

Ricostruzione, in forma di -docu-drama- con la mescolanza di immagini -finte- e di materiale di repertorio in bianconero, del processo contro Pino Pelosi per la morte di Pier Paolo Pasolini, ucciso nella notte tra il 1° e il 2 novembre 1975 sul lido di Ostia. Giordana e i suoi sceneggiatori Stefano Rulli e Sandro Petraglia non pretendono di raccontare la verità su quella morte, ma di spiegare perché quella verità non s’è mai saputa e perché la prima sentenza che condannò Pelosi per omicidio -con il concorso di ignoti- sia stata cassata nelle sentenze successive, rimossa dall’opinione pubblica, dimenticata. Nel film, montato con accorta efficacia da Cecilia Zanuso, di Pasolini si vede il volto, e si ascolta la voce, soltanto nei frammenti di repertorio. Qualcuno gli ha prestato un corpo, ma non il viso, nelle convulse e notturne sequenze dell’omicidio. Si risolve in un atto di accusa contro la putrefazione, l’indegnità, le pesanti responsabilità di una classe dirigente contro la quale in vita Pasolini s’era rivolto nei suoi scritti corsari.

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