Le cifra fanno riferimento al 2010 ed emergono dal monitoraggio del piano di vigilanza su agricoltura ed edilizia. Nella città dello Stretto 546 le aziende risultate prive dei requisiti minimi di salute e sicurezza sul luogo di lavoro
I dati si riferiscono al 2010 ed emergono dal monitoraggio del piano di vigilanza nel campo dell’edilizia e dell’agricoltura che gli Ispettorati provinciali del lavoro hanno eseguito in Sicilia. Per contrastare il lavoro in -nero- e quello -irregolare-, il dipartimento Lavoro della Regione siciliana ha firmato una convenzione con i Comandi provinciali della Guardia di Finanza con l’obiettivo di scoraggiare le aziende a fare ricorso a forza lavorativa -irregolare- e, spesso, anche in violazione delle norme di sicurezza.
Secondo i dati riportati da AdnKronos, 3200 le aziende ispezionate, di cui 1.905, pari al 59,53%, sono risultate irregolari; 11.298 i lavoratori, tra italiani, comunitari ed extracomunitari, che sono stati oggetto di verifica. A seguito delle verifiche i lavoratori che prestavano la loro opera in -nero- sono risultati: 1.233 italiani, (su 7.222); 692 comunitari, (su 3.927); 76 extracomunitari, (su 149). Ma il dato piu’ eclatante riguarda le violazioni in materia di salute e sicurezza: 2.727 casi riscontrati in cinque delle nove provincie siciliane: Agrigento (1.566), Caltanissetta (395), Catania (210), Enna (10), Messina (546).
