Quelle del coordinatore del Comitato -100MESSINESI per MESSINA 2MILA8- Chillè con l’assessore Santalco
«Una grande festa quasi rovinata». Scrive così Pietro Chillè a proposito delle celebrazioni per la ricorrenza dell’ottantesimo anniversario della nascita del funzionario di polizia barbaramente ucciso dalla mafia, Giorgio Boris GIULIANO, durante le quali gli è stata conferita anche la cittadinanza onoraria.
A fare il guastafeste «non il solito ignoto, ma l’assessore comunale Carmelo Santalco(nella foto in basso)», reo – secondo Cillè -di aver cercato di far togliere la -lapide biografica- che – a nome dei CITTADINI di MESSINA RICONOSCENTI – era stata posta sulla parete esterna (di proprietà privata) della Farmacia Pirri, al n. civico 8 di via Catania, proprio di fronte alla -Rotatoria Giorgio Boris Giuliano-.
Secondo quanto racconta Chillè «la lapide in marmo, che doveva servire a far conoscere soprattutto ai giovani Boris Giuliano, era stata apposta – in pieno accordo con i titolari della stessa farmacia – la sera di giovedì 21 ottobre e fatta togliere all’alba di venerdì 22 ottobre, proprio nello stesso giorno in cui, finalmente, venivano tributati (dopo 31 anni dalla barbara uccisione) i giusti riconoscimenti a questo MARTIRE, che ha donato la propria vita per la difesa della legalità».
«Cercheremo di capire – scrive ancora Chillè – il perché di questo deplorevole gesto che – oltre ad offendere la famiglia di Giorgio Boris Giuliano e la Polizia di Stato , a nostro avvis vorrebbe impedire ai cittadini , la libertà , sancita dalla Costituzione e dal Codice Civile, di esprimersi liberamente» .
Il Coordinatore del Comitato Cittadino -100MESSINESI per MESSINA 2MILA8-, che precisa di parlare a titolo personale, fa sapere che si batterà affinché «la lapide venga, prontamente, ricollocata allo stesso posto» ed invita i cittadini a sostenere la sua battaglia, ricordando che mercoledì prossimo, alle ore 16,30, presso la sala delle commissioni di Palazzo Zanca si terrà sull’argomento una seduta ordinaria del Comitato.
