In un documento invitano l’amministrazione a convocare urgentemente un tavolo tecnico
“Le famiglie rom redenti a Messina hanno deciso di ricorrere al TAR contro un’ordinanza di sgombero in cui viene contestata l’occupazione abusiva di demanio pubblico senza valutare che il campo è stato invece realizzato e “mantenuto” dall’Amministrazione Comunale”. Così in un documento le associazioni promotrici dell’appello di solidarietà, di cui fanno parte tra le altre: la Caritas Diocesana; la Casamatta della Sinistra ; il CE.S.V. Centro Servizi per il Volontariato; la Comunità di Sant’Egidio e il Partito della Rifondazione Comunista MessinaSinistra, Ecologia e Libertà.
“Intanto- si legge testualmente- le famiglie rom hanno deciso di presentare l’istanza di partecipazione al bando per l’emergenza abitativa, accogliendo la sollecitazione del Presidente del Consiglio Comunale, nonostante persistano forti dubbi sull’inconciliabilità della tipologia di sgombero e i requisiti richiesti per la partecipazione”.
I promotori dell’Appello esprimono forti perplessità sulle scelte sin qui adottate dalle istituzioni competenti e chiedono la -convocazione urgente del tavolo annunciato in sede di Consulta del Volontariato da parte dell’Assessore Dario Caroniti-. Tavolo che dovrebbe coinvolgere la comunità rom, il terzo settore e gli enti territoriali preposti.
“Il tavolo – scrivono- è necessario per definire se il percorso di autocostruzione, già ipotizzato dai promotori dell’appello, è la scelta definitiva e se gli immobili potranno essere identificati tra il patrimonio pubblico e i beni confiscati alla mafia, oppure se esistono altre proposte”.
Le associazioni ricordano che “la prima settimana di maggio scadranno i termini per l’esecuzione dello sgombero e che, pur trovando una soluzione certa sulla destinazione abitativa, permangono le preoccupazioni su dove andranno le famiglie in attesa di rendere abitabili gli immobili identificati”.
I promotori dell’Appello chiedono, quindi, risposte e soluzioni concrete.
