Ieri mettina due sub incaricati da Tempostretto hanno realizzato un reportage fotografico sul relitto dello storico traghetto.
Per anni è stato il fiore all’occhiello della flotta delle “Ferrovie dello stato” in servizio nello stretto di Messina. Ha solcato migliaia di volte lo stretto portando su di se storie, speranze di chi lo utilizzava per partire, per emigrare o semplicemente per il piacere di ammirare lo stretto di Messina. Ha superato indenne la seconda guerra mondiale nonostante i bombardamenti sulla nostra città. Adesso giace, stanco, sui fondali della nostra costa, vittima dell’indifferenza di politici e amministratori che negli ultimi anni hanno più volte cercato di recuperarlo ma solo a parole, fino a quando lui, il Cariddi, il 15 marzo del 2006 si è totalmente lasciato andare sprofondando a più di 50 metri di profondità lasciando alla nostra vista solo la parte estrema della poppa come a volerci ricordare che è esistito. Troppo costoso recuperarlo, si parla di qualche milione di euro perchè il traghetto, essendo coperto dal vincolo dei beni culturali non può essere tagliato e bisogna “sollevarlo” con attrezzature molto costose.
Tempo Stretto ha pensato, però, di farlo rivivere nella memoria dei messinesi avvalendosi di due sub che sono scesi a più di 40 metri di profondità per fotografarne il relitto che si trova in un invasatura davanti ai “Cantieri Picciotto” nella rada San Francesco. Le immagini dimostrano come il traghetto sia sprofondato obliquamente lasciando fuori dall’acqua solo una piccola parte della poppa mentre la prua è appoggiata sul fondale. Il traghetto è, tutto sommato, conservato relativamente bene anche se l’erosione dell’acqua marina sta lentamente distruggendo ogni sua parte. Si riescono a scorgere addirittura i tavolini del bar interno alla nave e molti altri particolari interessanti.
In Photogallery tutti gli scatti realizzato dai sub
Un particolare ringraziamento va ai sub Matteo Cama, istruttore IDEA (International Diving Educators Association) e Bernardo Montalto, assistente istruttore e l’assistente di superficie Maria Grazia Falcomatà della “A.S.D Diver School” di Reggio Calabria che con passione e professionalità hanno permesso la realizzazione di questo servizio fotografico. Un grazie anche alla Capitaneria di Porto di Messina che ha subito accolto con entusiasmo questa iniziativa collaborando attivamente per la sua riuscita.
Negli approfondimenti in fondo a questo articolo è possibile leggere la storia del Cariddi e alcune particolarità tecniche che lo rendono un traghetto unico e di inestimabile valore.
