“La Sicilia è Nazione – afferma il presidente Rosa Cassata - e quando un popolo si sente Nazione la fiamma del suo cuore pulsante cresce fino ad esplodere con tutta la sua forza-
E’ stato inaugurato lo scorso 17 marzo è stato inaugurato, a Messina, il Centro Studi Naturalistici Nazione Siciliana. Molti gli interventi degli ospiti presenti presso la sede del centro. “Non è un’associazione politica la nostra. Ognuno di noi mette a disposizione le proprie capacità, la propria professionalità, con disponibilità democratica. E mentre nel resto d’Italia si festeggiano i 150 anni di unità noi non festeggiamo, ma diciamo a chiare lettere che la Nazione Siciliana esiste, è nell’animo del popolo siciliano e con orgoglio affermiamo che siamo fieri di essere siciliani”. Con queste parole la presidente del Centro, Rosa Cassata, presenta al pubblico e a Messina i programmi e gli itinerari da seguire per ritrovare l’orgoglio di appartenenza e desiderio di crescita.
“Faremo ciò che meglio sappiamo fare perché non vogliamo essere gestiti. Faremo impresa e con il nostro lavoro creeremo lavoro. Non aspetteremo finanziamenti e non chiederemo elemosine” interviene la scrittrice Maria Rosaria de Stefano Natoli, vicepresidente del CSNNS “ La Sicilia è Nazione e quando un popolo si sente Nazione la fiamma del suo cuore pulsante cresce fino ad esplodere con tutta la sua forza”.
“La Nazione Siciliana non è mai morta è stata, semplicemente, soppressa nel 1815 da Ferdinando IV di Borbone e da quel momento è divenuta fino al 1860 una provincia del Regno di Napoli,ma essa vive perchè la Nazione è una fiamma che non può morire. Le vicende che hanno travagliato la nostra terra sono un effetto ricaduta delle alternanze storico-territoriali che ne hanno fatto la prima civiltà multietnica e multirazziale del pianeta ancor prima della scoperta dell’America e nello stesso tempo territorio di conquista. Adesso tocca a tutti i siciliani riappropriarsi della loro terra e ricostruire il proprio modello culturale riappropriandosi della propria storia antica nell’ottica del superamento.” Continua la vicepresidente “ I Siciliani hanno regalato la loro intelligenza al mondo e nel bene e nel male esportato cervelli che ovunque si sono distinti, adesso occorre che tutto ciò che hanno imparato altrove sappiano riversarlo in termini positivi nella loro terra di origine.”
Donne e uomini di Sicilia si sono alternati dinanzi al pubblico presente per decidere il futuro di un progetto. Persone che hanno accennato le loro idee piene di una dignità che si riconosco a pochi siciliani e, soprattutto, a pochi messinesi. Certo erano presenti i messinesi, ma anche altre realtà isolane. E gli ospiti, Alessandro Lattanzio di “Terra e Liberazione”, Placido Altimari di “officina667.net”, Maurizio Castagna di “Identità Mediterranea”, Gianluca Castriciano di “Sicilia ai Siciliani” e Mauro di Mauro fondatore di “Terra e Liberazione”, hanno tracciato tutte le strade possibili per una possibile rinascita, ricordando ciò che la Sicilia è stata un tempo, e cioè un esempio per tutti di come eravamo e di come si possa ritornare ad essere.
“Questo è un sicilianismo che guarda alla cultura, un circolo che si propone in maniera originale. C’è una tradizione sulla Nazione Sicilia perché noi non siamo mai stati Stato, noi siamo stati Stato Nazione. Noi siamo stati la prima rivoluzione e cioè quella dei Vespri. Noi siamo stati la prima carta Costituzionale. Noi siamo il primo Statuto che in Europa, sia in Galles che in Catalogna, è stato usato, per la sua modernità, come modello per il loro. E a proposito di Statuto è giunta l’ora che gli art. 36-37-38 vengano finalmente attuati. L’art. 37 grida vendetta. Il territorio grida vendetta.”con enfasi sostiene l’ospite onorevole Maurizio Ballistreri “ E’ giunta l’ora di riaprire una discussione sulla questione meridionale. Si misurerà il tasso di sicilianità quando si parlerà di federalismo fiscale per il quale il più penalizzato sarà sicuramente il meridione.”
La Terra non è un territorio da depredare ma da amare e servire nello spirito dei guerrieri che lottano per essa quale loro Madre. Avendo chiaro dentro il cuore che La Terra,La Madre, sono simboli interiori da difendere, Mauro di Mauro ricorda con una frase di Stefano d’Arrigo, tratta da Horcynus Orca, che: – quel flagello là non è che possiamo stare qua a guardarcelo e vedere che fa…Se lo lasciamo fare, ci ritroveremo che non avremo più niente da farci…Vogliamo rinunciare al nostro modo di vivere?. Eppoi, anche a tentarci, per simbolo, ci servirà lo stesso: il solo fatto di tentarci, gli scalerà agli occhi nostri l’immortalità… che succede a volte nelle tempeste? Succede che la chiumma si dichiara vinta, tutti piegano il collo e aspettano l’ondata che li annegherà…Ma se non era scritto che ne uscissimo, si scriva se non altro che ci ribellammo.”
