Iniziativa dell'Associazione Amici del Museo nell'anniversario del tentato sbarco francese in Sicilia

Iniziativa dell’Associazione Amici del Museo nell’anniversario del tentato sbarco francese in Sicilia

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Iniziativa dell’Associazione Amici del Museo nell’anniversario del tentato sbarco francese in Sicilia

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lunedì 29 Novembre 2010 - 08:23

Nel pomeriggio a Palazzo Zanca convegno dal titolo -Risvolti Politici dietro al tentativo di occupazione francese della Sicilia nel settembre del 1810-

Nell’ambito delle iniziative promosse dall’Associazione Amici del Museo per il -Bicentenario del respinto sbarco francese in Sicilia- si svolgerà questo pomeriggio alle 7.30 presso il Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca un’incontro dal titolo: -Risvolti Politici dietro al tentativo di occupazione francese della Sicilia nel settembre del 1810-. Ne parlerà lo storico Alessandro Fumia. Ad introdurre l’argomento il prof. Dario Caroniti, docente di Storia delle Dottrine Politiche presso l’Ateneo di Messina e rappresentante della giunta Buzzanca. A modera l’incontro il dott. Marco Grassi. Al termine degustazione del -Callout delle Due Sicilie- ideato dal maestro pasticcere Luigi Bongiorno. L’evento gode del Patrocinio del Comune di Messina, del Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio e dell’Istituto Italiano dei Castelli.

Quest’anno per i Villaggi a Sud di Messina, in modo particolare per le Vallate di Briga, S. Stefano, Galati e Mili, ricorre un significativo anniversario. Proprio duecento anni fa, il 18 Settembre 1810, gli abitanti di queste contrade bloccarono con efficacia un tentativo di sbarco delle truppe francesi di Gioacchino Murat le cui intenzioni erano quelle di occupare l’intera Isola, unica regione d’Europa rimasta libera dal dominio francese, oltre che l’Inghilterra. Tale sbarco riveste particolare interesse strategico, perché conclude la fase di conquista che Napoleone Bonaparte aveva portato avanti per anni e segna l’inizio del declino dell’Armata francese. All’azione presero parte circa tremila francesi, provenienti dalle coste calabresi, sotto la guida del Generale comandante Cavaignac. Sorprendente fu l’intervento delle popolazioni locali a cui solo successivamente si aggiunsero le truppe inglesi dislocate lungo il litorale siciliano a rincalzo dell’esercito borbonico composto tra l’altro da reparti svizzeri e tedeschi accampati presso il Monastero di San Placido Calonerò. Quindi uno scontro dai risvolti inaspettatamente europei che merita di essere ricordato nella ricorrenza bicentenaria.

Oltre al Monumento di Mili, sempre legato a questo evento storico, rimangono altri significativi cimeli tra cui i brandelli della bandiera di combattimento francese presa a suo tempo dagli abitanti di Mili che, dopo essere stata conservata per quasi un secolo in Cattedrale, oggi si conserva nei depositi del Museo Regionale, e alcuni tamburi presi sempre alle truppe murattiane tra cui quello che un tempo si conservava a Pezzolo si trova da qualche anno al Museo Musica e Cultura dei Peloritani di Gesso mentre un altro si dovrebbe conservare a Galati. Un intero anno di iniziative culturali atte a promuovere e conoscere questa importante pagina della nostra storia dai rivolti europei.

LETIZIA SALVO

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