Lettera dei lavoratori della Molini Gazzi: in brevi passaggi una lunga storia

Lettera dei lavoratori della Molini Gazzi: in brevi passaggi una lunga storia

Redazione

Lettera dei lavoratori della Molini Gazzi: in brevi passaggi una lunga storia

lunedì 21 Luglio 2008 - 14:28

Una storia, che percorre la storia della città. E’ quella delle Molini Gazzi, una delle più antiche aziende messinesi che a breve potrebbe chiudere, con il conseguente licenziamento di tutti i lavoratori. Lavoratori di oggi, che hanno lo stesso volto di quelli che anche grazie a quel suolo e a quegli strumenti, hanno cresciuto figli e -mandato avanti famiglie-, da decenni. Ora l’inchiostro versato per scrivere in piccoli passaggi più di un secolo di vicessitudini, sembra che segua l’ombra di tutte le generazioni passate, che oggi non vogliono chiudere i conti con le impronte delle propria vita. Parlano, sussurranno, ma dentro urlano gli impiegati della Molini Gazzi, mentre riga dopo riga, si rimane collegati al filo della tradizione.

-Esistono testimonianze dell’esistenza del Molino e Pastificio Giovan Silvestro Pulejo già nel lontano 1884. Ancor oggi un fregio in bronzo collocato sull’ingresso del mulino ricorda le origini dell’azienda. Resiste e risorge alla devastazione del terremoto e maremoto del 1908 che rase al suolo la città ed estinse buona parte del popolo messinese metropolitano. Durante il ventennio fascista, nel 1926, l’azienda si trasforma in società anonima MOLINI GAZZI e successivamente in società per azioni. La società passa di mano al genero del fondatore, lo spezino Uberto Bonino che si era coniugato con la di lei figlia, Sofia. Uomo di grandi qualità umane e soprattutto imprenditoriali Bonino, nel corso della sua esistenza si legò finanziariamente ed emotivamente alla storia del mulino-. Capì immediatamente che il futuro e la sopravvivenza di un’azienda risiedono negli investimenti tecnologici e nella solidità economica e finanziaria. Il mulino era il suo vanto e grazie ad esso rilevò e rese grande un giornale che divenne il giornale di Messina, La Gazzetta del Sud.

In passato quando ancora la Gazzetta non possedeva le sue rotative non pochi denari sono transitati dalle casse del mulino ad essa per poterla sostenere. Durante la sua permanenza al mulino annualmente venivano effettuate innovazioni tecnologiche e aumenti di potenzialità produttiva per mantenere all’avanguardia la competitività dello stabilimento. L’azienda oggi possiede due linee di produzione destinate alla lavorazione del grano tenero (2.100 q.li/24h) e del grano duro (850 q.li/24h.) ubicati nello stesso stabilimento sito in via O. De Zardo, 43 – Messina. Una capacità produttiva quindi di quasi 300 tonnellate su 24h. Fin nel letto di morte a 88 anni chiese un colloquio col suo fidato capo mugnaio per programmare i prossimi investimenti nell’azienda. Dal testamento della moglie N.D. Maria Sofia Pulejo deceduta nel 1972 nacque la Fondazione Bonino-Pulejo, che dopo la dipartita del Senatore divenne azionista dei Molini Gazzi, assieme agli altri componenti della famiglia Pulejo.

Nel Luglio 2006 viene rilevato il pacchetto di maggioranza delle azioni dello storico e noto Pastificio N.Puglisi e Figli con l’intento di integrare la filiera e di recuperare un credito di circa 1.000.000 di euro che la Molini vantava. Nel 2007 la Fondazione Bonino-Pulejo esce di scena lasciando la totalità delle azioni della Molini Gazzi alla famiglia Pulejo. Storia dell’ultimo anno è l’uscita di scena dei managers che negli ultimi tre anni avevano amministrato male l’azienda, favorendo l’operazione Puglisi. Cronaca degli ultimi giorni è la decisione da parte degli eredi di 3° generazione di chiudere lo stabilimento e mandare a casa i suoi 27 lavoratori-.

I dipendenti della Molini Gazzi SpA

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