ALL'INTERNO IL VIDEO INTEGRALE - Ieri pomeriggio, nella parrocchia di Provinciale, un incontro pubblico con il sacerdote che da anni ha intrapreso una lotta contro la mafia. Nell’ambito dell’iniziativa è stata predisposta una raccolta adesioni a favore del consumo critico.
«Sono felice di spendere la mia vita a saldare la terra con il cielo». Un paio di anni fa, durante una puntata di “Parla con me” (RaiTre), don Luigi Ciotti pronunciò questa frase per esprimere il senso della sua missione. Un sacerdote, che da anni ha intrapreso una dura lotta alla mafia, tanto da fondare, nel 1995, “Libera”, una rete che coordina oltre 1500 associazioni e gruppi, sia livello locale che nazionale.
Ieri pomeriggio, don Luigi Ciotti ha tenuto un incontro pubblico a Messina, presso la Parrocchia di S. Maria di Gesù a Provinciale, e ha ribadito la sua volontà di proseguire nella lotta alla criminalità organizzata. «La giustizia nasce dal passaggio attraverso la responsabilità e la legalità», ha affermato. «E la si può ottenere soltanto con l’esercizio della libertà. La più grande umiliazione dell’umanità è la violazione della libertà. Il cristiano dev’essere in prima fila nella difesa dei diritti umani, perché il cambiamento ha bisogno di ciascuno di noi».
Un inno alla libertà, quindi, quello di Luigi Ciotti: un valore fondamentale dell’uomo, che implica anche la lotta al racket. E infatti, all’interno della parrocchia, ieri pomeriggio il Comitato Addiopizzo Messina ha raccolto le adesioni alla campagna di consumo critico “Contro il pizzo cambia i consumi – Pago chi non paga”, chiedendo anche la sottoscrizione di un documento richiedente l’impegno «a scegliere prodotti e servizi forniti da imprenditori, esercenti e professionisti che non paghino il pizzo o che, essendo stati vittime di richieste estorsive, ne abbiano fatto denuncia».
La campagna nasce dalla consapevolezza di come la violenza e la prevaricazione mafiosa impediscano lo sviluppo economico, più in generale il progresso dell’uomo e della società. Don Luigi Ciotti stesso ha auspicato la firma del documento, per promuovere la collaborazione tra i commercianti affinché, attraverso il sistema delle denunce collettive e un’adeguata protezione delle istituzioni, riescano a trovare la forza e il coraggio di ribellarsi al ricatto mafioso.
Tutti i cittadini devono sentirsi in dovere di partecipare a questa battaglia. Anche così, per dirla con il sacerdote, si può tentare di saldare la terra con il cielo.
(FOTO STURIALE)
