-Vos et ipsam civitatem benedicimus”, la scritta riportata nel fronte lato mare del basamento della stele della Madonnina del Porto è finalmente leggibile per intero. Sono stati completati stamani i lavori di ripristino della lettera “I”, che era caduta. L’intervento è stato effettuato dal personale dell’Arsenale, coordinato dall’ing. Mauro Sidoti, con l’assistenza al montaggio della lettera mancante da parte dei tecnici comunali del Pronto Intervento diretti dall’arch. Maria Canale, ed è stato realizzato a seguito di un precedente sopralluogo, all’interno della zona, dell’assessore alle manutenzioni, Pippo Isgrò, d’intesa col direttore dell’Arsenale Militare, l’ammiraglio Francesco Cremonini.
La -Madonnina-, posta sulla colonna alta circa trentacinque metri, fu inaugurata il 12 agosto 1934, e venti anni dopo, il 16 settembre del 1954 fu solennemente incoronata. Il monumento complessivamente misura 60 metri di altezza e la statua della Madonna, modellata dall’artista messinese Tore Edmondo Calabrò, ha la mano destra protesa nell’atto di benedire e nella mano sinistra la lettera che la Protettrice di Messina, si tramanda, inviò alla città alla fine del II sec. tramite S. Paolo. La Madonnina del Porto venne progettata dall’ing. Francesco Barbaro, direttore dell’ufficio tecnico arcivescovile. La stele fu illuminata per la prima volta con un sistema ad onde radio ultracorte, ideato da Guglielmo Marconi, che permise al Pontefice del tempo, Papa Pio XI, di attivare l’illuminazione direttamente da Castelgandolfo.
La Colonna votiva, voluta dall’arcivescovo di Messina, mons. Angelo Paino, fu riilluminata, ripetendo il gesto di Pio XI, da un altro Papa, Pio XII, che il 13 agosto 1947 solennizzò la conclusione dei lavori di riparazione che la Madonnina subì durante il secondo conflitto mondiale. Alla cerimonia di incoronazione di 44 anni fa partecipò il cardinale di Palermo, Ernesto Ruffini, che il 16 settembre del 1954 (ricorrenza del 16 settembre 1571 della partenza dal porto di Messina dell’Armata Cristiana che sconfisse a Lepanto le forze nemiche, fiaccando la potenza musulmana) procedette alla incoronazione della -Madonnina-. Sulla scultura in rame e bronzo della Madonnina del Porto, nel 1998 fu ripristinata l’antica doratura del metallo; a disporre l’intervento fu l’Amministrazione comunale, che deliberò di affidare la doratura in oro zecchino alla ditta Rosario Schillace di Acicatena, la stessa a cui il comune aveva precedentemente affidato i lavori di restauro della statua e dell’armatura portante per un importo di 121 milioni di lire, dopo i lavori di somma urgenza per il consolidamento della stele che curò la Soprintendenza ai beni culturali di Messina.
