Vi raccontiamo attraverso le nostre immagini le peripezie di una persona in carrozzina durante una passeggiata lungo le vie della città. Cliccando in basso il video
Quante volte si sente parlare di barriere architettoniche? Di edifici, pubblici e privati, non a norma perché sprovvisti di accessi per disabili? Di strade senza scivoli e di impedimenti strutturali che rendono impossibile la quotidianità di chi è costretto a vivere su una sedia a rotelle?
Proprio in queste ultime settimane, in città, si è acceso un dibattito, l’ennesimo,sull’abbattimento delle barriere architettoniche. Una battaglia che l’associazione “Senza barriere” porta avanti da anni, rivendicando per Messina ciò che la legge impone da anni ma che la politica ignora da secoli.
Su questo delicatissimo argomento avremmo potuto interpellare i rappresentanti delle istituzioni e delle varie categorie direttamente coinvolte che, siamo sicuri, ci avrebbero inondato di promesse e buoni propositi. Questi, del resto, non sono mai mancati. Ma, per una volta, abbiamo deciso di dar voce e volto a chi quelle barriere deve aggirarle ogni giorno.
Grazie a Sanny, una giovane donna messinese costretta su una sedia a rotelle a causa di una malattia progressiva, vi testimoniamo con le immagini le difficoltà oggettive che incontra un disabile qualora decida di percorrere in carrozzina le vie della città. Anche nel cuore di Messina.
Guardando il video, vi renderete conto di come quella che doveva essere una piacevole passeggiata, in una mite e soleggiata giornata primaverile, si sia trasformata in un vero e proprio percorso ad ostacoli. Partiti da via Sacrò Cuore di Gesù, nelle vicinanze di via Felice Bisazza, siamo arrivati all’incrocio tra la Via Tommaso Cannizzaro e Via dei Mille. Circa due chilometri di tragitto che Sanny – con l’aiuto (indispensabile) di Marika, tirocinante universitaria che la assiste in alcuni giorni della settimana e accompagnata da Nino Fiannacca, vice-presidente dell’associazione “Senza barriere” – ha dovuto percorrere per almeno due terzi in mezzo alla carreggiata.
Durante il percorso, infatti, Sanny si è dovuta “scontrare” con auto parcheggiate sulle banchine, marciapiedi senza scivoli e, dove questi erano presenti, con mezzi comodamente in sosta ad ostruire l’accesso.
Arrivati al “traguardo” dopo più di un’ora e mezza, negli occhi di Sanny solo amarezza, scoramento, e la consapevolezza di essere “diverso”. Perché è così che ci si sente quando una semplice passeggiata all’aria aperta per le vie della città si trasforma in un’impresa impossibile.
I disagi di Sanny sono identici a quelli di tutti gli altri disabili di Messina: una realtà sommersa, silenziosa e dimenticata, ma viva e presente nonostante la sfortuna. Non certo legata all’handicap, quanto al fatto di vivere in un contesto che calpesta anche il diritto di usufruire liberamente degli spazi cittadini.
Elena De Pasquale –Danila La Torre
