-Striscia la Notizia- è già venuta a visitare le baracche lo scorso novembre
Stanno percorrendo ogni strada possibile per non rassegnarsi alla chiusura. i dipendenti della -Molini Gazzi- hanno mandato una lettera alle trasmissioni giornalistico-satiriche -Striscia la Notizia- e -Le Iene show- per invitarle a occuparsi del loro difficile caso.
Nella lettera, i dipendenti fanno riferimento alla anomalia, ancora non chiarita né sanata, del cambio di destinazione d’uso del terreno su cui sorge la fabbrica, da industriale a residenziale, con il massimo di cubatura per giunta. Una situazione che li danneggia ulteriormente: «È scandaloso – continua la lettera – perché gli eventuali compratori ci sono, ma non possono pagare il prezzo di un terreno edificabile, 12 milioni di euro, a fronte di un’azienda che ne vale 4-5
I dipendenti, quindi, chiedono alle trasmissioni di intervenire per far luce di fronte a quello che definiscono una scandalo. «Come si fa – chiedono – a chiudere un’azienda che produce farina, semola e pasta in un momento in cui vi sono ricarichi del 30% sul prezzo al consumo. Il grano costa di più ma chiaramente si ricarica sul prezzo del prodotto, no?! E poi il pane e la pasta si mangiano sempre: il mercato non si satura mai!»
Inoltre, cosa non trascurabile, lamentano il blocco degli stipendi, che ammontano a tre mensilità, e ricordano la proposta fatta dalla proprietà dell’azienda, che li avrebbe saldati se tutti avessero sottoscritto il licenziamento.
Di seguito i link a tre interviste, già in precedenza pubblicizzate anche su tempostretto.it, che i dipendenti hanno reso in questi mesi di protesta.
http://it.youtube.com/watch?v=F8YrjmyLyWU
http://it.youtube.com/watch?v=TVHBSPBH32M
http://it.youtube.com/watch?v=V3mQHGEYwSY
I dipendenti concludono così l’appello: «La vostra voce è autorevole e sicuramente di fronte al vostro interesse chi può non potrà più fare orecchie da mercante».
Ricordiamo che un’inviata di -Striscia la Notizia-, Stefania Petix, è già stata in città per documentare il dramma delle baracche. Era il 21 novembre 2007, e dopo due mesi il commissario Gaspare Sinatra firmava il piano particolareggiato di Fondo Fucile, per la realizzazione di 200 alloggi in due anni. Non una soluzione, ma un segno importante. Coincidenza? Forse, comunque è certo che la soluzione alla vertenza -Molini Gazzi- non verrà dalla satira, ma dalla politica. La satira, però, può fare da sprone alla politica, quando questa si dimostra inconcludente, soprattutto di fronte a problemi drammatici come quelli del lavoro.
