Ad avanzare la richiesta alla Fondo Italiano per l’Ambiente, l’arch. Sartori dell’Istituto Mediterraneo di Bioarchiettura Biopaesaggio Ecodesign
Per la città di Messina rappresentano già i “luoghi del cuore”, quello che si chiede è che diventino tali anche per il Fai, il Fondo Ambiente Italiano. Il riferimento è ovviamente ai villaggi di Messina sud colpiti dall’alluvione del primo ottobre, la proposta è quella avanzata dalla coordinatrice dell’Istituto Mediterraneo di Bioarchitettura Biopaesaggio Ecodesign Caterina Sartori, di concerto con le associazioni aderenti al coordinamento “L’altra città”.
Tante la ragioni che hanno spinto l‘architetto Sartori a farsi promotrice dell’iniziativa, motivazioni non solo di carattere “umano” ed affettivo, ma anche legate all’enorme patrimonio artistico, architettonico, culturale ed ambientale che rappresentano i villaggi di Giampilieri Molino, Altolia e i centri storici di Itala e Scaletta Zanclea. Un “valore di insieme” quello delle zone di Messina colpite dal nubifragio, “costituito dal complesso delle cosìdette architetture minori disposte secondo un tessuto urbano medievale strettamente interrelato con il territorio pur se costellato da emergenze architettoniche ed artistiche di rilievo”. Una proposta dettagliata avanzata dall’istituto Mediterraneo “per la creazione di un circuito internazionale di paesaggi culturali e di villaggi ecologici, che miri alla messa in sicurezza e alla valorizzazione dei villaggi di Messina e dei centri storici della provincia”. Un’ipotesi che per l’architetto Sartori si sposa con la recente approvazione del Piano Paesaggistico della città che punta a obiettivi generali di tutela del territorio urbanizzato e non.
La richiesta di inserimento nel censimento de “I luoghi del cuore” del Fai, è dunque frutto di una serie di analisi e riflessioni sull’importanza delle zone alluvionate non solo per valenza simbolica: qualora infatti la richiesta dovesse ottenere risposta positiva, sarebbe possibile anche l’intercettazione di finanziamenti pubblici e privati per la tutela, il recupero, la valorizzazione e la fruizione delle aree in questione.
L’architetto Sartori invita dunque l’A.I.A.PP (Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio), e tutte le Associazioni che condividano l’attenzione per il territorio e per i beni culturali e paesaggistici della nostra Penisola, “di associarsi nel sostenere la candidatura”.
(foto Dino Sturiale)
