Gli sconti oscilleranno tra il 10 ed il 70 per cento e dureranno fino al 15 marzo 2011
Da oggi a Messina iniziano i saldi invernali che si protrarranno fino al 15 marzo 2011.
Grande l’attesa tra i commercianti che chiudono negativamente il bilancio delle festività natalizie con un mese di dicembre che definiscono “nero” e perdite che oscillano tra il 15 ed il 20 per cento.
Sono andati male il settore tessile e dell’abbigliamento ma anche quello tecnologico mentre hanno ottenuto risultati accettabili il settore editoriale e quello alimentare.
Gli sconti oscilleranno tra il 10 % ed il 70 % del prezzo originario ed anche gli outlet e gli outler center, durante il periodo dei saldi, su abbigliamento e accessori vari potranno praticare ulteriori ribassi.
Le famiglie messinesi spenderanno mediamente 190 euro mentre i nuclei familiari di Palermo e Catania si attesteranno su un budget di 210 euro pro capite. La spesa complessiva sarà di 25 milioni di euro per Messina mentre a Palermo e Catania sarà rispettivamente di 65 e 55 milioni di euro.
“In quest’avvio di saldi i consumatori punteranno la loro attenzione su capi di vestiario e calzature” – spiega il presidente di Confesercenti Sicilia, Giovanni Felice – “e speriamo che gli sconti servano a rilanciare l’economia ed a dare un segnale di inversione di tendenza rispetto ad una stagione fallimentare”.
Per il Codacons, invece, i saldi invernali 2011 saranno un flop e rispetto ai saldi del 2010 faranno registrare riduzioni degli acquisti comprese tra il 10% e il 20%.
-I motivi per cui i saldi non daranno una risposta interessante sono molteplici. Innanzitutto l’eccessiva vicinanza alle festività natalizie” – spiega il presidente Codacons Carlo Rienzi – “che hanno già prodotto uno svuotamento dei portafogli degli italiani. C’è poi un eccessivo livello dei prezzi ,specie nel settore dell’abbigliamento e delle calzature, che nonostante gli sconti presenterà listini troppo elevati. Da registrare, poi, che il budget delle famiglie per i saldi è sempre più ridotto da rincari, rate, mutui e bollette ed un generale clima di sfiducia dovuto alla crisi economica. Appena il 50% delle famiglie potrà avvalersi degli sconti di fine stagione, perché l’altra metà non avrà i fondi da dedicare a nuovi acquisti” – prosegue Carlo Rienzi – “ed in diminuzione anche la spesa pro capite durante i saldi, che si attesterà tra i 130 e i 150 euro a persona (considerati gli aumenti dei prezzi rispetto ai saldi 2010). In linea generale prevediamo un totale flop dei saldi invernali, con vendite in picchiata fino al 20%”.
Il Codacons rende noti anche quest’anno i consigli basilari per evitare le truffe nel periodo dei saldi:
1. Conservate sempre lo scontrino: non è vero che i capi in svendita non si possono sostituire. Il negoziante è obbligato a sostituire l’articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare.
2. Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce -saldo” deve essere l’avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino.
3. Confrontare i prezzi con quelli esposti in altri esercizi.
4. Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualità.
5. Diffidare degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova o prezzi vecchi falsi.
6. Servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistare merce della quale si conosce già il prezzo o la qualità.
7. Sulla merce è obbligatorio il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato.
8. Non c’è l’obbligo della prova dei capi: tale facoltà è rimessa alla discrezionalità del negoziante. Diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati.
9. Nei negozi che espongono in vetrina l’adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi.
