“Okkupazione- degli istituti scolastici in dirittura d'arrivo

“Okkupazione- degli istituti scolastici in dirittura d’arrivo

“Okkupazione- degli istituti scolastici in dirittura d’arrivo

venerdì 21 Novembre 2008 - 07:49

La maggioranza sostiene che l'unico interesse degli “occupanti- sia stato quello di fare vacanza. Ma sarà poi davvero solo così? La testimonianza di una studentessa.

Le amare scoperte seguite alla disoccupazione dell’istituto psico-pedagogico Giuseppe Bisazza, non hanno fatto altro che alimentare polemiche e dibattiti sulla presunta incapacità, incoscienza e inconsapevolezza degli studenti, accusati di manifestare senza avere minima cognizione del problema, solo per “guadagnare- qualche giorno di vacanza ed evitare così il “pericolo- delle interrogazione e la noia dei compiti.

In tanti, infatti, negli ultimi giorni, hanno criticato le modalità della protesta studentesca, “urlando- alla strumentalizzazione dei ragazzi, alla loro totale incoscienza sul reale motivo della protesta. Tesi queste ultime, supportate ahimè dall’alta percentuale di coloro che alla domanda “Perché protesti?- non sono stati capaci di rispondere. Una frangia un pò troppo “moralista- e forse anche eccessivamente “smemorata- quella che però si fa portavoce di tali “accuse- e che dimentica come, uno anno si e l’altro pure, con l’avvicinarsi delle feste di Natale i ragazzi, ormai da generazioni, trovino sempre il “pretesto- adatto per scioperare, manifestare ed occupare, senza conoscerne sempre il perché.

Con riferimento invece alle proteste anti-Gelmini, la mobilitazione creatisi a livello nazionale, il supporto che in molte occasioni gli alunni hanno avuto dai loro stessi professori, il passaparola attraverso il web, ha forse reso “questi- studenti più consapevoli di quanto non si pensi.

Esistono insomma due facce della stessa medaglia: da un parte coloro che “approfittano- della situazione per “fare vacanza-, dall’altra coloro che credono veramente in ciò per cui stanno “lottando- ma che inevitabilmente vengono “danneggiati- dagli atteggiamenti della “maggioranza-.

Una riflessione quella fin qui fatta, che prende spunto dall’articolo inviatoci da una ragazza che frequenta l’istituto scientifico Giuseppe Seguenza, -okkupato- fino a qualche ora fa, parole che racchiudono perfettamente il pensiero di una di quelle due facce della medaglia e che “tratteggiano- i volti di quelli che credono veramente nella “loro- protesta.

“Pronto, c’è Peppe Seguenza? No, è occupato …-

Questa è una battuta, ma rispecchia in pieno una realtà, tra i tanti istituti superiori di Messina, occupati per protesta contro il decreto Gelmini. La scuola di cui parlo è il liceo scientifico Giuseppe Seguenza, che vanta più di 1800 alunni iscritti. Trascorsa una prima settimana di autogestione, durante la quale abbiamo partecipato a conferenze tenute anche da docenti universitari e ascoltato la voce di studenti come noi, si è deciso di passare a qualcosa di più complesso: l’occupazione. Per alcuni ragazzi non è la prima volta, per me sì. Lunedì, quando sono arrivata, ho trovato alcuni compagni, che si erano insediati nell’edificio e vi avevano trascorso la notte nei sacchi a pelo, stanchi, ma pronti a continuare. È una forma di partecipazione alla vita sociale e scolastica; gli studenti vogliono farsi sentire dai politici e sperano che manifestando così, riusciranno ad ottenere un cambiamento, poiché ne vale il loro futuro. Mi auguro altresì che questa protesta non si dilunghi troppo visto che a subirne i danni saremo comunque noi. Dovremo impegnarci maggiormente quando i professori ci lasceranno il triplo delle pagine da studiare dovendo concludere i programmi. Auspico che l’occupazione non sia un occasione di vacanza, ma una forma di protesta da portare avanti tutti gli alunni delle classi insieme. D’altronde, per ottenere qualcosa da “quelli più in alto-, si possono organizzare giornate specifiche con cortei e sfilate di protesta . Non vogliamo che qualcuno decida il nostro futuro senza sentire le nostre opinioni, perciò conviene darci una mossa affinché la prossima volta al telefono alla domanda “Pronto, c’è Peppe Seguenza?- potremo rispondere “Sì, ma si sta cambiando!-

Barbara Minutoli

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