Qualcuno avrà forse fatto caso ieri ad una notizia finalmente positiva che giunge dal Giappone martoriato da uno dei terremoti più disastrosi nella storia recente del pianeta e conseguente tsunami. La notizia riguarda i circa ottocento kilometri di autostrade che uniscono la regione di Tokio al nord del paese, quella più colpita. Ebbene molte parti di quelle autostrade risultavano gravemente danneggiate, ponti spezzati, asfalti divelti.Ieri la società autostrade nipponica ha ufficialmente comunicato che tali autostrade sono di nuovo percorribili e completamente funzionanti, scusandosi però perché alcune aree di servizio non sono ancora attive. Tempi di riparazione: sei giorni!
Non siamo il Giappone d’accordo, non siamo la Germania, d’accordo. Ma qui non siamo nemmeno il Portogallo o la Grecia temo. Le nostre autostrade sono ridotte a trazzere da anni e nessuno sembra poterci fare niente, le deviazioni si moltiplicano ma si capisce, c’è qualche frana! Nono grado Richter e in Giappone le autostrade sono di nuovo percorribili, qui qualche frana ed è il disastro per anni! Ma quando saltano le poltrone degli incapaci? Che fine fanno i soldi dei pedaggi? Oppure dobbiamo sperare che le nostre autostrade siano date in gestione ai giapponesi? E cosa accadrebbe con un forte terremoto sempre possibile? E’ possibile andare a Catania o Palermo senza doversi preparare alla Parigi-Dakar o è superiore alle nostre capacità? In ultimo: non sappiamo gestire la manutenzione di 350 kilometri di autostrade, come pensiamo di gestire quella di un eventuale faraonico ponte sullo Stretto? Cose all’italiana, peggio, cose alla siciliana. No, qui non è il Giappone.
