Lo strano caso del “Presidente dello Stato di Padova”
La cronaca: una gelida mattina di marzo i carabinieri di Campodarsego fermano un’auto impegnata in un sorpasso azzardato.Il conducente al momento del verbale esibisce una carta di circolazione veneta con tanto di timbri dell’Onu ed inveisce contro i militari. Lui, Gabriele De Pieri, 43 anni, nientepopodimenoche “Presidente dello Stato di Padova”, riconosciuto dalla “Repubblica veneta”, disconosce l’autorità dei militari e dello Staterello italiano, pertanto viene arrestato e denunciato anche per resistenza a pubblico ufficiale. Il Presidentissimo non si arrende e si dichiara “prigioniero politico” esigendo anche un interprete per i verbali che sono in una lingua a lui evidentemente sconosciuta, l’italiano. “Ho esibito la nuova patente veneta- dichiara- che mi dicono non sia valida, ma a casa nostra è validissima e qui loro non hanno sovranità. Io sono cittadino del popolo veneto e titolare di sovranità originaria”. Profondamente offeso e turbato da siffatta invasione di sovranità e da cotanta lesione di maestà il Presidente dello Stato di Padova annuncia di volersi rivolgere alla Corte Europea dei diritti umani. Questa storia non l’ho letta su Topolino, è realmente accaduta, alcuni giorni orsono a Padova e il signore che guidava non è stato rinchiuso, come molti di noi pensano, in un centro di recupero per persone mentalmente disturbate, accanto a Napoleone e al marziano venusiano, ma in una cella della caserma dei carabinieri. Al di là del fatto che ci sarebbe davvero seriamente da chiederci cosa sia successo in Italia negli ultimi 20 anni da trasformare così profondamente gli uomini, anzi, gli italiani, un tempo noti per la grandezza d’animo, per la nobiltà di comportamenti, per il rispetto e i valori, altre domande vengono spontanee.
Citiamole a caso: 1) Ma il Superpresidente De Peri che auto stava guidando??? Stava forse guidando una Fiat, magari costruita in uno di quei stabilimenti del sud dove uno dei tanti sfaticati terroni potrebbe avergli messo cartone nel motore? Il Presidente pronipote di Odino non avrà mica rischiato acquistando un’auto costruita al di sotto del confine del suo alluce? E se per caso un’operaia napoletana o siciliana per errore ha lasciato la limetta per le unghie nel radiatore? Lo sa, la progenie del dio dei venti che ha rischiato la sua regale e nordica pelle???? Quindi escludo che stesse guidando una Fiat, ma anche, a questo punto, tutte le altre auto che sono notoriamente costruite in zone dove la pura razza nordica neanche mette il nordico piede (per timore di contagi e malanni). Secondo inquietante interrogativo: dove i nobili uomini della Repubblica veneta prendono la patente? Che scuole guida devono frequentare per ottenere la rarissima “carta di circolazione veneta?” E che cosa prevede la circolazione in Veneto? La guida a destra sempre e comunque e soprattutto più a destra possibile? I semafori, ovviamente hanno solo il verde, perché il rosso è comunista e il giallo è cinese, tutta roba da far inorridire chi ce l’ha duro (il cambio…). E i sensi sono tutti unici, perché il doppio senso potrebbe istigare ambiguità e portare verso forme omosessuali di guida? Ci sono cartelli che indicano, attenzione, da qui passano le truppe di Alberto da Giussano? Probabilmente non esiste la multa per chi suona il clacson. In quel caso, nello Stato di Padova scatta direttamente l’ergastolo, perché se suoni il clacson è una dichiarata ammissione di responsabilità: sei terrone, invariabilmente terrone. Quindi è inutile che esibisci la carta di circolazione veneta, la patenta sabauda, il telepass triestino e la foto della nonna finlandese perché tanto non ti crederà nessuno. Che targa usano poi nello Stato Libero di Padova? Escludo Pa, troppo simile a Palermo, escludo anche Pd, vade retro comunisti. E invece dell’Arbre Magique hanno il Sole delle Alpi profumato alla menta piperita?
Altra inquietante domanda, ma perché mai la carta di circolazione del Presidente dello stato di Padova ha i timbri dell’Onu? L’Onu, se il Presidente di stirpe celtica non lo sa è l’Organizzazione delle Nazioni Unite, l’esatto opposto del credo leghista. Perché mai l’Onu dovrebbe tutelare la sovranità del signor De Peri? Casomai doveva chiedere i timbri al Wwf che tutelano le razze in via d’estinzione (in questo caso quella dei folli alla guida di un’auto). Ci sono confini e dogane per capire oltre quale soglia è valida la carta di circolazione veneta? E ai confini i gendarmi ti fanno l’esame del Dna o si limitano a chiedere il nome “Rosaria Brancato sono”, quindi immediatamente scoperta come terrona sarò costretta a tornare indietro. Infine perché il signor De Peri ha voluto un interprete? Come comunica ogni giorno con il fornaio, il benzinaio, la filippina, l’edicolante, la maestra del figlio, il postino, il cameriere del ristorante (gran parte dei quali, scommetteteci, di origine terrona) ? Ma se il Presidentissimo era quella sera un po’ alticcio per via di un grappino in più, invece di scomodare i Longobardi, i Franchi, Asterix e Federico Barbarossa, non poteva semplicemente appellarsi all’italico buon senso, che tra l’altro è una delle grandissime doti di noi italiani, da Bolzano ad Agrigento? Ahi ahi, Presidente, un leghista duro e puro non lo fa il sorpasso azzardato, perché la violazione delle regole, caro mio, è appannaggio della Terronia. Non sarà che, guardando bene, nel suo albero genealogico, tra Odino e Asterix, spunta un Peppino da Roccalumera? Guardi bene Presidente……
Rosaria Brancato
