Torna l'ora legale, stanotte lancette spostate in avanti: la richiesta del Codacons al governo

Torna l’ora legale, stanotte lancette spostate in avanti: la richiesta del Codacons al governo

Redazione

Torna l’ora legale, stanotte lancette spostate in avanti: la richiesta del Codacons al governo

sabato 28 Marzo 2026 - 09:00

Il segretario Tanasi ha spiegato che lo Stato deve scegliere una volta per tutte se bloccare il cambio, che produce "effetti reali"

Nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo tornerà l’ora legale. In tutta Italia le lancette degli orologi dovranno essere spostate un’ora avanti. Un appuntamento che continua ad alimentare il dibattito sulla necessità del passaggio dall’ora solare a quella legale. Più volte, infatti, il governo ha espresso la volontà di fermare questa pratica, superando definitivamente il cambio d’orario. Il Codacons ora ha chiesto una decisione definitiva.

Il Codacons: “L’ora legale ha effetti reali sulla gente”

Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons, ha spiegato: “Il passaggio dall’ora solare all’ora legale, e viceversa continua a rappresentare un meccanismo percepito da molti come anacronistico, con effetti sui ritmi biologici, sul sonno, sulla capacità di concentrazione e, più in generale, sul benessere quotidiano”. lo spostamento delle lancette per l’associazione “produce effetti reali sull’organizzazione personale e familiare, imponendo ai cittadini un adattamento forzato che si traduce in stanchezza, disagi e difficoltà nella ripresa delle normali attività”.

Tanasi ha proseguito: “Non si tratta soltanto di spostare in avanti le lancette di un’ora. Il punto centrale è che milioni di persone continuano a subire un meccanismo che, a fronte di un dibattito aperto da anni in Europa e in Italia, non ha ancora trovato una soluzione chiara e stabile. È proprio questa incertezza a rendere ancora più incomprensibile la permanenza di un sistema che continua a suscitare ampie perplessità”.

Tanasi: “Serve una scelta chiara e stabile”

C’è però da interfacciarsi con l’Unione Europea, che secondo Tanasi non ha ancora preso una decisione definitiva. Per questo all’Italia chiede di prendere “una scelta chiara, stabile e non più rinviabile. Non è accettabile che i cittadini continuino a subire gli effetti di un meccanismo ormai superato senza che venga assunta una decisione finale. Occorre aprire una fase nuova, improntata a razionalità, certezza e attenzione concreta alla qualità della vita delle persone”.

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