Esperti e docenti si sono confrontati sul tema individuando prospettive di successo in termini di economia
Promosso dall’Istituto Professionale Antonello si è tenuto oggi al Palacultura il convegno “Made in Italy” sistemi di qualità, alta formazione, innovazione tecnologica risorse e strumenti strategici nel sistema alimentare:opportunità e sviluppi. Esperti, docenti e istituzioni si sono confrontati sui numerosi aspetti del “Made in Italy” riferito al settore dei prodotti agroalimentari, su quale sviluppo può avere nel territorio locale la promozione dei prodotti di origine controllata e come essi possono favorire la crescita delle professionalità specializzate.
Al convegno sono intervenuti il sindaco di Messina Giuseppe Buzzanca, il presidente della Provincia Regionale di Messina Nanni Ricevuto, il rettore dell’Università Francesco Tomasello, il Presidente della Camera di Commercio Nino Messina, il dirigente dell’ufficio scolastico provinciale di Messina Cataldo Dinolfo, il preside della facoltà di Economia dell’ateneo peloritano Luigi Ferlazzo Natoli, il prof. Antonino Valenza dell’Università di Palermo. I lavori sono stati moderati dal funzionario della Camera di Commercio Giuseppe Salpietro.
I lavori sono stati introdotti dalla prof.ssa Elvira D’Orazio, preside dell’Istituto Antonello. “Il convegno sul Made in Italy, patrocinato dal Ministero per l’Istruzione, dalla Regione Siciliana, è l’evento conclusivo del Corso IFTS –CIPE” ha dichiarato la prof.ssa D’Orazio. “Attraverso l’alta formazione offerta da questi innovativi programmi si punta a favorire la crescita di nuove figure specializzate e qualificate. In provincia di Messina, per il settore agroalimentare l’istituto Antonello si è accreditato presso il Ministero dell’Istruzione quale ente di riferimento dei corsi post diploma ITS – Nuove tecnologie per il made in Italy – Sistema alimentare. Essi nel corso dei due anni di attività consentono di conseguire un’alta specializzazione teorica/pratica in quanto su 2000 ore previste di formazione ben 800 sono dedicate alla formazione presso le Aziende.
Maria Greco di NonsoloCibus si è invece soffermata su quanto sia strategico non solo sostenere queste iniziative progettuali ma porre pure attenzione ai processi d’innovazione dei sistemi formativi e alla rete di collaborazione tra enti, soggetti socio-economici e mondo delle aziende. Anche in questi tempi di crisi il made in Italy si è dimostrato una importante risorsa della nostra economia e, consapevoli di ciò, va tutelato agendo a monte, ossia investendo sul talento, sulla formazione sulla ricerca e sull’innovazione.
Il prof. Vincenzo Chiofalo Presidente del Consorzio di Ricerca Filiera Carni e Preside della Facoltà di Medicina e Veterinaria dell’Università di Messina ha sottolineato che il Ministero alla Pubblica Istruzione crede moltissimo nei percorsi ITS tra l’altro riportati nelle linee generali di indirizzo della programmazione delle Università per il triennio 2010-2012. “Grazie all’alta formazione che li contraddistingue” Ha aggiunto “Rispondono bene alle esigenze delle imprese, che chiedono alla scuola ed all’università nuove figure professionali sempre più specializzate al passo con le innovazioni tecnologiche e con le quali affrontare i continui mutamenti dello scenario economico e produttivo. Allo sviluppo dei percorsi di alta formazione – ha proseguito Chiofalo- contribuiscono anche le Fondazioni, che a Messina vede insieme la Provincia Regionale di Messina, l’Istituto Antonello, l’Università, con partner di imprese private. Nel comparto agroalimentare, la tematica del Made in Italy è attualissima, insieme alla sicurezza alimentare che è tra le priorità delle politiche dell’Unione Europea. In questo convegno il ruolo dell’università è cruciale per il forte collegamento che può garantire con il territorio proprio attraverso la formazione. Come Consorzio di ricerca filiera carni ci poniamo come interlocutori fra i giovani e le imprese per applicare direttamente nelle aziende la sicurezza alimentare, la tracciabilità degli alimenti e la certificazione di qualità.
Al convegno sono intervenuti fra gli altri il parlamentare europeo Giovanni La Via membro della commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale; Cristina Alfonsi della Fondazione CRUI, (la conferenza dei Rettori delle Università Italiane) che ha relazionato su “il ruolo dell’Università per l’alta formazione professionale”; l’assessore regionale all’istruzione Mario Centorrino; il prof. Andrea Erri della Fondazione Giorgio Cini di Venezia che ha illustrato i “ruoli organizzativi e le attività di management negli ITS”; Il prof. Giovanni Sava dell’Università di Trieste che ha si è soffermato sulle “prospettive per la formazione tecnica superiore nel settore dell’agricoltura e delle biotecnologie a partire dall’esperienza degli IFTS”; la dott.ssa Maria Sanciolo Bell dell’Istituto di cultura Sicilia – Australia che ha relazionato su “l’Australia ed il made in Italy formazione e creatività”; il prof. Giacomo Dugo dell’Università di Messina che si è soffermato sulle “esigenze dei produttori e dei consumatori siciliani nel settore agroalimentare”; il prof Maurizio Lanfranchi dell’Università di Messina che ha illustrato i “risultati relativi all’indagine sul comportamento del consumatore di prodotti tipici siciliani nella città di Messina” ed i manager delle aziende siciliane Biagio Pecorino, presidente Valle del Dittaino, il dott. Giuseppe Cavozza responsabile Italia – Riso Gallo food Service ed il dott. Antonino Leone della Mangimi Leone spa che hanno raccontato agli studenti le loro storia d’Impresa.
Il Made in Italy –è stato detto nel corso dell’incontro- è un contenitore di qualità che accoglie solo marchi e prodotti certificati di origine controllata. Per svilupparsi e divulgarsi presso i consumatori ha bisogno di una formazione specifica, quella che possono assicurare i nuovi corsi ITS.
In Europa, l’Italia è il primo paese a vantare il maggior numero di prodotti con marchi di qualità. Sono infatti 330 le DOC dei vini di cui 22 in Sicilia e 221 le etichette DOP ed IGP dove sempre la Sicilia occupa un posto importante con 25 DOP e IGP oltre anche alla Etichettatura Facoltativa delle Carni del Consorzio Carni di Sicilia, carni certificate per il Ministero delle Politiche Agricole dal Consorzio di Ricerca Filiera Carni di Messina.
Al termine dei lavori gli allievi del Corso IFTS-CIPE “ Tecnico superiore per la ristorazione e la valorizzazione dei prodotti territoriali e delle produzioni tipiche” coordinati e diretti dall’Associazione NonsoloCibus e con la collaborazione dell’ONAV di Messina hanno proposto un percorso di degustazione delle produzioni agroalimentari tipiche ed enogastronomiche di eccellenza della Provincia di Messina. (FOTO STURIALE)
