Campagna di sensibilizzazione e informazione della cittadinanza per dire no al ponte sullo Stretto
Il “piccolo mostro” d’acciaio collocato in via Circuito per eseguire le analisi geognostiche propedeutiche alla stesura del progetto definitivo del Ponte sullo Stretto, è stato ieri luogo di appuntamento per i sostenitori del “No al Ponte”. Quest’ultimi nel poimeriggio hanno dato vita ad una campagna di informazione e sensibilizzazione della cittadinanza per contestare l’inizio delle trivellazioni. La protesta, protrattasi fino a tarda sera, sarà la prima di una lunga serie di incontri organizzati da “Rete No Ponte”: il prossimo si terrà il 21 giugno a partire dalle 14.30 nei pressi della zona che dovrebbe ospitare i cantieri.
I “cavalli di battaglia” di coloro che si dicono contrari alla realizzazione della grande opera non cambiano: inutile dispendio di risorse pubbliche, fondi che potrebbero essere invece stanziati per la messa in sicurezza del territorio interessato da evidenti e ben noti problemi di natura idro-geologica, il potenziamento del trasporto pubblico nello stretto, l’ammodernamento della rete stradale e ferroviaria, ad un piano di edilizia scolastica. Nel corso dell’iniziativa il presidio ha, poi, dato vita all’occupazione pacifica del cantiere (peraltro privo delle necessarie segnalazioni), indicando, attraverso la posa delle bandiere no-ponte, la volontà di impedire la devastazione del territorio e la dilapidazione di denaro pubblico a vantaggio di poche imprese estranee al tessuto locale.
Il primo segnale concreto di ciò che a breve potrebbe cambiare il volto della riserva di Capo Peloro e dell’intera città, in bene o in male a seconda dei punti di vista, ha dunque fatto la propria -apparizione- sul territorio. Nonostante questo però, quanti si professano contrari alla costruzione della grande opera, e in città sono sicuramente più di quanti ieri hanno dato vita al presidio di via Circuito, continuano a rimanere “indifferenti” ad ogni tipo di iniziativa. Con l’ovvio conseguenza che qualunque tipo di manifestazione contrario al progetto governativo, non potendo appunto contare sull’appoggio concreto di chi a parole si dichiara per il no al Ponte, non rimane altro che un punto nel nulla, un buco nell’acqua.
