L'ad Alberto Rubegni: «L'offerta si basava su valutazioni del 2003, oggi petrolio e rame sono aumentati quasi quattro volte».
Il Ponte sullo Stretto costerà di più. E non potrebbe essere altrimenti, considerato che in poco più di quattro anni i prezzi di petrolio e rame si sono quadruplicati. Lo ha reso noto nei giorni scorsi Alberto Rubegni, amministratore delegato della Impregilo, nel corso della presentazione dei risultati semestrali della società che nel 2005 si aggiudicò la gara d’appalto per la scelta del general contractor dell’opera. Allora Impregilo batté la concorrenza della cordata guidata da Astaldi con un’offerta da 3,88 miliardi di euro, ma le condizioni sono cambiate in maniera abbastanza importante.
«Bisogna considerare – ha dichiarato Rubegni – che al momento dell’offerta, che si basava su valutazioni fatte nel 2003, il petrolio era a 32 dollari al barile e che al petrolio è legato soprattutto il costo della componentistica metallica». Oggi il petrolio ha toccato il picco di 118 dollari al barile, dunque quasi quattro volte quello del 2003, ma «non tutti i materiali sono cresciuti allo stesso ritmo: il rame rispetto ad allora costa quattro volte tanto, l’acciaio invece no». Verrà dunque coinvolto il Governo in quello che Rubegni non ama definire aumento ma -revisione- dei costi: «L’adeguamento richiede un impegno reciproco tra cliente e fornitore per trovare una formula per acquistare insieme le materie prime e poterne così bloccare il prezzo. Per questo il governo ha allo studio un provvedimento che tenga conto di queste variazioni».
«Il Ponte sullo Stretto – ha aggiunto Rubegni – è una grande sfida per tutti gli ingegneri e se si riuscirà a fare saremo molto contenti. Credo però che serva il consenso da parte di tutti: è un’opera che può coronare la carriera di ogni tecnico e di ogni impresa». I tempi? «Deciderli spetta al governo, non certo a noi». Ricordiamo che il contratto di assegnazione del progetto fu firmato il 27 marzo 2006, prima che il governo Prodi chiudesse il -cantiere- in un cassetto senza però gettare la chiave, ripresa dal neo premier Berlusconi per riavviare l’opera. Il tempo di realizzazione previsto è di 70 mesi, 6 anni, mentre nelle settimane scorse il presidente della società Stretto di Messina Pietro Ciucci ha dichiarato: «L’apertura dei cantieri e’ prevista per maggio-giugno 2010 e, dopo circa sei anni di lavoro, entro la fine del 2016 ci sara’ l’apertura al traffico».
