La città metropolitana dello Stretto potrà trovare ulteriore consapevolezza del suo progetto di sviluppo culturale attraverso le fortificazioni che sorgono a ridosso di Messina e Reggio Calabria. Dei ventitré forti, quattordici a Messina e otto a Reggio, oggetto di esame alla Facoltà di Architettura dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, si è sottolineata, nel corso del seminario sulla valorizzazione del sistema delle fortificazioni Umbertine dell’area dello Stretto, la comune caratterizzazione quale plus valore per lo sviluppo culturale e turistico del territorio.
L’assessore allo sviluppo economico del Comune di Messina, Gianfranco Scoglio, illustrando il modello Forte Ogliastri, dal suo recupero sino alla fruizione, ha ricordato la genesi del Programma Urban Messina per il reimpiego di strutture di pregio storico, e l’utilizzo collettivo, culturale e sociale. Enzo Caruso, del Coordinamento per la valorizzazione degli otto Forti Umbertini sino ad oggi recuperati: Cavalli, Ogliastri, Serra la Croce, Campone, Petrazza, S. Jachiddu, Forte dei Centri, Puntal Ferraro, ha posto l’accento proprio sulle strategie di riconversione avviate dal Comune peloritano, che gli studiosi presenti all’incontro, hanno indicato come un “esempio positivo”.
Il seminario di Reggio, che è stato coordinato dal prof. Edoardo Mollica, direttore del laboratorio di valutazioni economico-estimative – Labor Est del Dipartimento PAU (Patrimonio Architettonico e Urbanistico), è stato un momento di approfondimento e di studio per istituzioni, associazioni, ricercatori e studenti per riflettere sulla valorizzazione delle fortezze e sulle prospettive di queste risorse, a partire dalla loro corretta conservazione fino a ipotesi di riuso sinergiche.
