E’ iniziato il conto alla rovescia per le Olimpiadi invernali di Vancouver 2010: a febbraio del prossimo anno partirà la grande kermesse sportiva nella città canadese sul Pacifico. Dai media la curiosità che Vancouver è la città più vivibile del mondo. In effetti, nella classifica sulla qualità della vita recentemente redatta dall’Economist Intelligence Unit, Centro Studi dell’autorevole settimanale inglese The Economist, essa è la prima fra tutte con un punteggio di ben 98 voti su 100 : praticamente perfetta.
La notizia, detta così, è incompleta : bisogna meglio dire che Vancouver ha il titolo di “città più accessibile del mondo” con riferimento alla disabilità. Viene così confermata la legge empirica di natura che, a far qualcosa di buon per i disabili, si finisce automaticamente per fare qualcosa di molto buono per tutti, normodotati compresi. Insomma, una città accessibile ai disabili è anche contemporaneamente una città molto confortevole per tutti.
Avremo tempo di accertarci, per come è possibile farlo con la televisione, cosa tutto ciò in effetti voglia dire : SKY, ad esempio, ha già attivato un primo canale dedicato al grande evento sportivo. E potremo per questa via fare un confronto con la nostra città, dove le cose, purtroppo, stanno in maniera molto differente. Traffico caotico, mancanza di parcheggi, mancanza di verde, sistema viario insufficiente, sistema di trasporti pubblici alquanto inefficiente (malgrado la positiva presenza della linea tranviaria), spazi esterni ed edifici pubblici e privati quasi totalmente inaccessibili.
Una comparazione di questo tipo dovrebbe portare anche a riflettere sulle cause di questa differenza fra le due municipalità, prima fra tutte la consegna alla speculazione edilizia ed alla sua avidità di un bene, che avremmo dovuto tutti insieme custodire con gelosia, ossia il territorio della nostra comunità. E questo ci rimanda alla considerazione che, classe politica e classe dirigente amministrativa, dinanzi agli interessi collettivi, hanno sempre privilegiato interessi privati e di bottega, da cui hanno ricavato benefici di tutti i tipi, talvolta anche illeciti.
Il risultato è stato quello di porre la nostra comunità in una situazione di degrado fisico e morale, fatta di macchine sui marciapiedi, di essenza di spazi collettivi, di servizi pubblici gravemente carenti e di tanto altro ancora di sbagliato. Il confronto con la ben diversa realtà di Vancouver potrebbe spingere tutti ad una reazione ; quanto meno potrebbe spingere i più volenterosi a “spazzare davanti alla propria porta”. Un vecchio proverbio arabo dice “spazza davanti alla tua porta e tutta la città sarà pulita” ; magari come Vancouver.
