Scuola, precari messinesi in rivolta per il blocco dell’indennità di disoccupazione

Scuola, precari messinesi in rivolta per il blocco dell’indennità di disoccupazione

Scuola, precari messinesi in rivolta per il blocco dell’indennità di disoccupazione

mercoledì 13 Ottobre 2010 - 09:35

Gli insegnanti sono pronti a presentare ricorso

Nei loro occhi l’umiliazione di chi ha speso i propri anni sui libri per costruirsi una carriera e si ritrova senza un’occupazione; nelle loro parole la rabbia di chi sente solo e abbandonato dalle istituzioni, dai sindacati, dai media e dall’intera società . Sono i precari messinesi della scuola che si ritrovano senza una cattedra, uno stipendio e adesso anche senza neanche l’indennità di disoccupazione.

I precari della scuola inseriti nel cosiddetto decreto “salva precari” hanno appreso proprio in questi ultimi giorni che non verrà loro erogata l’indennità di disoccupazione relativa all’anno scolastico 2009-2010 pur avendone i requisiti e maturato il diritto. L’Inps ha, infatti, reso noto che «a partire dal prossimo anno scolastico (1 settembre 2010), i lavoratori interessati potranno accedere, a seguito di cessazione di incarico conferito nel medesimo anno scolastico , ad un nuovo trattamento di disoccupazione… Se tuttavia fosse ancora in corso di godimento la prestazione cd. “salva precari” con decorrenza 1 luglio 2009, tale domanda dovrà essere chiusa; dovrà quindi essere acquisita una nuova domanda per il nuovo anno scolastico…».

Una condizione frustrante che ha indotto il Comitato insegnanti precari ad organizzare una conferenza stampa per rendere pubblica la loro drammatica situazione. Durante l’incontro, che si è svolto questa mattina nella sala Commissioni di Palazzo dei Leoni, il presidente provinciale del Cip, Sandra Crisafulli, ha denunciato il disinteresse dimostrato sino ad oggi non solo dal Governo, che ha deciso di tagliare migliaia di posti a Messina e provincia,ma anche da parte delle organizzazioni sindacali che «non sentono li dovere di tutelarci .Ci hanno abbandonato- dice la Crisafulli -come se la nostra categoria non rientrasse in quella di lavoratori » .

Sono duri i toni del presidente del Cip, che parla a nome dei colleghi: «Siamo madri e padri di famiglia ancora prima che professionisti dell’istruzione e non abbiamo di che vivere. Prima potevamo contare sull’assegno di disoccupazione,che equivaleva al 60% dell’ultimo stipendio percepito,adesso neanche su quello. Più che decreto “salva precari” ,io lo chiamerei decreto strozza-precari” perché ci sta togliendo il fiato».

La Crisafulli ha, infine, annunciato che i precari privati dell’indennità di disoccupazione sono pronti a fare ricorso e a rivendicare ciò che loro considerano un diritto.

(foto Sturiale)

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