Il settore della formazione annuncia cinque giorni di protesta: da lunedì a venerdì assemblee quotidiane

Il settore della formazione annuncia cinque giorni di protesta: da lunedì a venerdì assemblee quotidiane

Il settore della formazione annuncia cinque giorni di protesta: da lunedì a venerdì assemblee quotidiane

sabato 15 Maggio 2010 - 06:56

Flc Cgil, Cisl scuola, Uil Scuola e Snal Confsal accusano il governo regionale di aver disatteso gli impegni presi

A partire dalla prossima settimana, anche a Messina, scatterà la mobilitazione dei lavoratori dei centri di formazione.

Le Organizzazione Sindacali Flc Cgil, Cisl scuola, Uil Scuola e Snal Confsal indiranno una serie di assemblee sotto l’Ufficio Provinciale del Lavoro dalle 8.00 alle 14.00. La protesta inizierà lunedì e si concluderà venerdì, coinvolgendo circa un migliaio di persone.

In un documento, le organizzazioni sindacali accusano il del Governo di aver disatteso gli impegni presi in merito al processo di razionalizzazione del sistema della formazione professionale.

I sindacati ritengono che “il Governo in sede di approvazione della finanziaria e del bilancio non ha sostenuto neanche i provvedimenti adottati dagli Assessori ai rami (decreto n. 680 approvativo del PROF 2010 per 242 milioni di euro e la proroga dei servizi formativi per due mesi fino al 30 giugno 2010 che non hanno trovato adeguata copertura). Questo disimpegno del Governo continuano – ha causato la parziale scopertura del P.R.O.F. 2010 per 6 milioni di euro e l’inadeguata copertura della proroga delle attività degli sportelli multifunzionali a valere sul bilancio regionale per circa 13 milioni di euro”.

Secondo le organizzazioni sindacali, “il Governo dimostra di avere abbandonato l’idea di coordinare gli interventi a carico del bilancio regionale con quelli che utilizzano risorse comunitarie e nazionali a beneficio dello sviluppo e della capacità di spesa. Invece continua a prediligere logiche che appaiono spartitorie e clientelari”.

Flc Cgil, Cisl scuola, Uil Scuola e Snal Confsal si dicono “contrarie a soluzioni inadeguate, improvvisate e superficiali come quelle che hanno contraddistinto nel recente passato alcune azioni di Governo presentate come scelte granitiche e poi, rivelatesi effimere e fragili, immediatamente ritirate”.

Il timore dei sindacati è che “questo grave stato di cose rischi di privare la stessa Pubblica Amministrazione di servizi indispensabili per la collettività – resi ancora più cogenti dall’attuale crisi economica – e mettere a rischio l’occupazione e la retribuzione di un numero imprecisato di lavoratori qualificati”.

Per tali ragioni , le sigle sindacali hanno deciso di proclamare lo stato di agitazione ed indire iniziative di protesta che si articoleranno nell’intero territorio messinese, provincia compresa.

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