Nella giornata nazionale della sindrome di down, a Messina incontro di sensibilizzazione ed ascolto sul tema promosso dall'associazione 'Meter&Miles': -Se la scuola è di qualità, anche il futuro lo sarà-
Anche quest’anno a Messina, presso l’istituto scolastico “Giorgio La Pira”, ha avuto luogo la giornata nazionale dedicata alle persone affette da sindrome di Down, promossa dall’associazione Meter & Miles, l’assessorato comunale alla pubblica istruzione, dall’osservatorio minori “Lucia Natoli” ed al livello nazionale dal CoorDown , Coordinamento Nazionale Associazioni delle persone con sindrome di Down Onlus.
Tema principale di quest’anno, la “riforma Gelmini” che a causa dei tagli indiscriminati alla scuola, genera effetti come: classi in sovrannumero di 25,30, addirittura 35 alunni per classe, avvicendamenti e ritardi nelle nomine degli insegnanti di sostegno, mancanza di un tetto massimo di alunni con disabilità nella stessa classe, consuetudine di accorpare gli alunni con disabilità con un unico insegnante di sostegna fuori della classe, utilizzo dell’insegnante di sostegno per le normali supplenze. Il tutto già fortemente a discapito del percorso formativo dei “normali” alunni, decisamente devastante per quello dei diversamente abili.Oltre alle legittime considerazioni e proposte sul sistema scolastico odierno, la giornata ha dato spazio soprattutto a momenti di ascolto e sensibilizzazione verso i ragazzi Down.
In una spontanea e sentita poesia, Ambra (nella foto) mostra il suo pensiero affermando “la gente pensa che noi dobbiamo essere esclusi, non capendo che abbiamo molto bisogno di affetto e comprensione. Siamo “diversi”, ma “non diversi”, siamo uguali agli altri; e non per questo dobbiamo sentirci inferiori o diversi”. L’associazione Meter & Miles, che si occupa di integrazione di tutti i ragazzi che ne abbiano bisogno, ne capisce quotidianamente i disagi, mescolando nelle sue attività incontri ed esperienze fra ragazzi di ogni genere in difficoltà, aumentandone la variegata aggregazione.
“Aggregazione non sempre facile per i ragazzi con sindrome di Down – spiega il padre di Ambra – che, oltre ad i già problemi strutturali delle scuole già menzionati, si ritrovano il pesante muro, consapevole o inconsapevole, della cultura di oggi. Una cultura basata sui miti giovanili della TV, dove l’imperativo è primeggiare, essere il migliore a tutti i costi e quindi non dare spazio alla diversità soffocandola addirittura nei casi estremi del bullismo, reazione negativa e di ridondanza dei giovani verso la società di oggi. Di non poco conto ad esempio, il termine troppo facilmente usato in modo dispregiativo “menomato” che oggi sostituisce troppo spesso i “tradizionali insulti” usati. Un triste esempio su cui la scuola deve riflettere e che accompagna altri tristi casi accaduti in passato come l’impossibilità di andare in piscina per qualcuno a causa della soffocante competizione che primeggia nei “ragazzi normali”, impedendo la normale e serena sportività dei diversamente abili. Oltre al problema organizzativo – prosegue il genitore della ragazza – , anche la scuola talvolta ha le sue colpe sul problema dell’integrazione: a parte alcuni bravi insegnanti che dimostrano sensibilità e cuore aiutando davvero tanto, altri purtroppo hanno dimostrato di non essere culturalmente adeguati al problema, favorendo in modo del tutto inconsapevole un’atmosfera di discriminazione da parte dell’ambiente scolastico in genere nei confronti dei ragazzi Down.
Il cambiamento culturale sta nell’accoglienza e nel capire che le persone con sindrome di Down sono uguali a noi, hanno le stesse identiche problematiche, stesse aspirazioni, desideri e pulsioni degli altri, basti pensare anche alla normale esperienza dell’amore in adolescenza, affrontata in modo eguale ma con maggiori difficoltà anche da loro. Non tutti sanno ad esempio, che oggi molte di queste persone lavorano, praticano attività sportive a livello agonistico arrivando alcune anche a guidare la macchina, laurearsi vivere da soli o in coppia in piena autonomia.”
Termina la giornata, la principale frase volutamente messa in risalto dagli organizzatori: “Se la scuola è di qualità, anche il futuro sarà di qualità…”
Giosé Venuto
