Il Comitato:“Se privatizzata, molte famiglie non potranno permettersi di pagare l'acqua di casa”
Il 12 ed il 13 giugno 2011 saranno le date del referendum decisive per i quesiti sulla gestione dell’acqua pubblica, sulle centrali nucleari e sul legittimo impedimento. Due i quesiti sull’acqua pubblica: il primo quesito riguarda l’abrogazione dell’art. 23 bis (dodici commi) della Legge n. 133/2008 relativo alla “privatizzazione dei servizi pubblici di rilevanza economica” che permetterebbe l’affidamento del servizio idrico ai privati, mentre il secondo quesito chiede l’abrogazione dell’’art. 154 del Decreto Legislativo n. 152/2006 (c.d. Codice dell’Ambiente), limitatamente a quella parte del comma 1 che dispone che la tariffa per il servizio idrico è determinata tenendo conto dell’ “adeguatezza della remunerazione del capitale investito”, legge che consiste nell’applicazione di una tariffa del 7% sulla bolletta a carico dei cittadini.
“il legislatore – affermano i rappresentanti del Comitato – non si rende conto dei problemi che avrà il cittadino per permettersi un bene fondamentale come l’acqua. Se privatizzata, molte famiglie non potranno permettersi di pagare l’acqua di casa. L’acqua è vita, senza acqua non c’è vita”.
Su queste basi, il Comitato promotore e di sostegno ai SI per la gestione pubblica dell’acqua invita con forza la cittadinanza alla partecipazione al referendum del 12 giugno con i “2 Si” ai due quesiti sull’acqua pubblica, proponendosi come obiettivo il raggiungimento del quorum (50% + 1 degli aventi diritto al voto, 26 milioni di persone) tramite l’informazione costante di sensibilizzazione sul tema ai cittadini, e l’organizzazione dei comitati in modo capillare in ogni quartiere della città.

