Il Volontariato come profonda e rivoluzionaria disposizione d'animo, capace di cambiare la realtà

Il Volontariato come profonda e rivoluzionaria disposizione d’animo, capace di cambiare la realtà

Il Volontariato come profonda e rivoluzionaria disposizione d’animo, capace di cambiare la realtà

sabato 15 Novembre 2008 - 14:29

Ieri, 14 novembre, s'é concluso il Workshop su -I Valori fondanti del Volontariato-

Si è svolto ieri, venerdì 14 novembre, dalle ore 16, nel Salone degli Specchi della Provincia di Messina, l’interessante Workshop su “I Valori fondanti del Volontariato-, relatore il gesuita prof. Felice Scalìa ed alla presenza dell’Assessore ai Servizi Sociali del Comune Pio Amadeo. Il workshop, organizzato dall’associazione Avulss di Messina e dalla delegazione zonale dell’associazione Oari, ha visto la collaborazione dell’associazione Avulss di Milazzo, del Cesv di Messina e dell’Issr Ignatianum di Messina. I lavori del workshop sono stati presentati dalla portavoce dell’Avulss di Messina, Gabriella Iannello, che ne ha spiegato il senso, introducendo sia l’assessore che il relatore e chiedendo, in corso di dibattito successivo, delle informazioni ed un impegno preciso a proposito della creazione di quelle Consulte, indispensabili per un salto di qualità del Volontariato ma da rendere però indipendenti dalla fluidità della politica, che cambia di giorno in giorno. L’assessore Amadeo, dinnanzi ad una platea composta da soci Avulss e Oari, con la presenza dei presidenti delle associazioni Avulss di Milazzo e di Barcellona e della presidente della delegazione zonale dell’Oari, la notissima e stimatissima Angelica Rosa, che al Volontariato ed alla difesa degli Ultimi ha dedicato l’intera propria vita, nonché di vari volontari e cittadini, ha risposto che l’iter burocratico per la costituzione delle Consulte si è fermato attualmente in sede consiliare, dopo l’approvazione dello statuto in Giunta: i volontari sperano in uno sblocco in tempi possibilmente non biblici.

L’assessore ha esortato tutti a riscoprire i valori fondanti del Volontariato ed a meditare sulla complessità della società moderna, aumentata sensibilmente dopo la caduta delle ideologie che avevano accompagnato il secolo scorso e dalla disgregazione di punti di riferimento che non siano riconducibili al denaro. “Occorre sottolineare fortemente oggi più che mai- – ha detto l’assessore – “tra chi mette a disposizione il proprio tempo ed impegno gratuitamente e chi invece offre servizi a pagamento. Il Volontariato è un patrimonio straordinario, a disposizione di tutta la collettività, senza il quale saremmo tutti più poveri, con molte meno speranze nella costituzione di una società più umana, concetto che chi non ha come proprio obiettivo di vita, rende la stessa sua vita assai meno degna di essere vissuta.- Amadeo ha poi rivendicato alcuni successi della sua amministrazione, nel senso della costituzione di quel sistema integrato di ‘comunità’ che lui stesso ritiene indispensabile quale più efficace risposta da fornire ai cittadini e che veda la partecipazione attiva di più istituti, enti e dello stesso volontariato.

“Stiamo attuando un progetto in collaborazione con l’Arcidiocesi e la Questura di Messina sui furti agli anziani che più frequentemente si verificano- – ha affermato l’assessore – “ e stiamo ampliando i servizi ai minori, affinché in ogni distretto sia presente un Centro Affidi. Con l’Unione Ciechi a l’associazione Gluck abbiamo dato il via ad una rassegna cinematografica fruibile dai disabili ed altro ancora verrà fatto- – ha concluso Amadeo – “poiché, il rilievo del Volontariato ed il suo stesso ruolo nella società, oggi più che mai, è imprescindibile, fornendoci la capacità di anticipare i tempi andando incontro ai bisogni e dandoci la possibilità di divenire davvero uomini adulti e solidali-.

Padre Scalìa, nella sua relazione, ha posto l’accento sull’indignazione per i diritti violati ogni giorno quale elemento scatenante e fondante dei valori del Volontariato, congiunto alla percezione dei bisogni del nostro prossimo non necessariamente colti solo dall’ascolto ma già letti nel volto dell’altro fino all’anticipazione medesima che diviene prevenzione stessa del bisogno. “E’ un profondissimo atto dispositivo dell’anima- – ci condivide Padre Scalìa – “che trasforma la nostra indignazione iniziale per le sofferenze del nostro prossimo ed i diritti a lui negati in percezione e ricerca, anzi pretesa di una risposta che renda operativa la solidarietà: è in questo preciso momento che nasce il volontariato, ovvero nell’istante in cui biblicamente, alla domanda di Dio ‘Dov’è il tuo fratello Adamo?’, Caino non risponde più ‘Sono forse io il custode di mio fratello?’ ma sente il diritto negato al proprio prossimo, al proprio fratello come diritto negato a sé stesso, divenendo egli stesso il suo custode.- Oggi che la mercificazione sembra ancora governare un mondo comunque in crisi profonda, la gratuità diventa qualcosa di incredibilmente rivoluzionario, capace di scuotere profondamente le coscienze. Nei confronti di un pensiero unico che è alla base di un’economia escludente, fino a ieri vincente solo in Occidente e che “trasforma tutto in ‘cose’- – commenta il professor Scalìa – “non può essere la risposta una mercificazione di tutto e conseguentemente la richiesta del denaro per ottenere un servizio. La gratuità del Volontariato, quindi, ci fa divenire assai meno ‘innocui’ di quanto ritenessimo perché fa da guastafeste, inceppando il sistema capitalistico perché non fa girare il denaro. Perché l’assurdo dell’economia che stiamo vivendo è proprio questo: viene definito lavoratore solo chi produce denaro. Una madre, per l’economia attuale, non lavora, così come non lavora un volontario. Una mamma, paradossalmente, sarebbe produttiva solo se comprasse del latte, piuttosto che allattare! Solo da questo concetto ci rendiamo conto dell’assurdità che stiamo vivendo e dei valori del nostro volontariato, perché- – continua Padre Scalìa – “se noi crediamo davvero in ciò che facciamo, siamo di certo persone non comuni. Quando ci viene detto che l’economia capitalistica ha prodotto del benessere, chiediamoci allora: si, ma a beneficio di chi? E quanto malessere ha prodotto? Quante guerre, quanta miseria, quanta violenza?- Dalla Carta Atlantica, alla Carta dei diritti dell’Uomo, sono stati fissati dei limiti che hanno indubbiamente avuto una funzione ma che sono via via “divenuti un alibi, essendo invocati per favorire soprusi e la violazione dei diritti più elementari da parte dei potenti tra coloro che continuano ad essere convinti che non ci sia più alternativa all”Economia di Mercato’.- -prosegue il relatore – “E questa mercificazione di tutto è penetrata anche nei rapporti individuali, che sono ora improntati all’Utilitarismo. Probabilmente ci si era illusi, per dirla con Adam Smith che la mano invisibile dei mercati trasformasse i vizi privati di ognuno di noi in pubblica virtù a beneficio della collettività, cosicché lo stesso meccanismo della concorrenza, della competizione tra commercianti ed industriali, si risolvesse a vantaggio della società. Invece siamo arrivati al punto che i commercianti invocano la ‘deregulation’, ponendo la Legge da parte, sacrificata alla superiore norma del dio danaro, perché divenuta un ostacolo e svuotando la funzione stessa dello Stato, non più garante della collettività ma al massimo sentinella più o meno armata della libera iniziativa, che poi libera e a beneficio di tutti abbiamo visto come nemmeno sia. E la richiesta perentoria del dio danaro è privatizzare, ovvero ridurre ogni bisogno a servizio che possa essere pagato, così ora si parla persino- – commenta amaramente il relatore – “ di privatizzare un bene basilare come l’Acqua. Ma cosa accadrà quando alcuni cittadini non avranno più denaro sufficiente per pagare tale servizio? C’è bisogno di una nuova cultura- – conclude Padre Scalìa – che cominci a chiamare i diritti ed i soprusi col loro nome, smettendo di definire ad esempio ‘i poveri’ e di parlare di ‘prostitute’ ma piuttosto di chiamarli ‘impoveriti’ e ‘prostituite’, mostrando chiaramente i nessi e le vere responsabilità che risiedono nelle nostre scelte economiche e di vita. Il Volontariato non è certo un passatempo né un episodio nella vita di una persona ma qualcosa di più immensamente profondo e che può permettere una trasformazione: chi effettua solo scelte di servizio retribuito non sarà mai capace di cogliere questo processo di mutamento ma ne sarà ostacolo, operando una scelta di campo, come fa il razzista, ad esempio, mentre il vero Volontario è colui che ha deciso di schierarsi con l’Umanità.-

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