Sondaggio Lab21, a Milazzo "almeno tre scenari aperti": il punto a 45 giorni dal voto

Sondaggio Lab21, a Milazzo “almeno tre scenari aperti”: il punto a 45 giorni dal voto

Giuseppe Fontana

Sondaggio Lab21, a Milazzo “almeno tre scenari aperti”: il punto a 45 giorni dal voto

giovedì 09 Aprile 2026 - 14:36

Partita aperta secondo la società di consulenza, nonostante il sindaco uscente Midili spicchi per propensione al voto: i dati. E rimane super favorito

MILAZZO – Come fatto per Barcellona Pozzo di Gotto, la società di consulenza Lab21 Srl si è mossa anche su Milazzo con un sondaggio che, a 45 giorni dal voto di maggio, prova a fare il punto sulla situazione attuale. Il campione stavolta è di 600 interviste valide su 1.927 contatti, tutti maggiorenni residenti a Milazzo. E l’analisi, secondo Lab21, certifica che ci sono “almeno tre scenari aperti”.

Milazzo, Midili avanti in due parametri su tre

Andando con ordine, il documento a cura del professor Roberto Baldassari utilizza gli stessi tre parametri messi in campo per Barcellona. E cioè Conoscenza, Propensione al voto e Fiducia. Nei primi due è in vantaggio Pippo Midili, sindaco uscente ed espressione del centrodestra, mentre nel terzo è avanti, seppur di poco, Laura Castelli, candidata di Sud chiama Nord. Lab21 ha spiegato che “i dati raccolti, complici anche i sei candidati sindaco annunciati fino ad oggi, restituiscono un quadro in cui la partita appare meno scontata di quanto una lettura superficiale potrebbe suggerire”.

Sondaggio Lab21 a Milazzo

L’affluenza attesa

L’analisi è partita dall’affluenza attesa. Dopo il 40,1% delle Europee 2024 e il 54,1% del referendum dello scorso marzo, la società di consulenza stima per le comunali un’affluenza pari al 68%. Una percentuale che, però, certificherebbe un calo dei votanti rispetto al 2015 e al 2020, quando a Milazzo votò rispettivamente il 73,5% e il 69,1% degli aventi diritto. Si tratterebbe di circa 18.224 votanti alle urne.

Midili e Castelli appaiati sulla “fiducia”

Il documento di Lab21 poi si concentra sui candidati per il ruolo di primo cittadino di Milazzo. A partire dal sindaco uscente Pippo Midili, che “domina il parametro della notorietà con un 97,7% di conoscenza”. E la cui “propensione al voto consolidata (38,6%) lo colloca nettamente in testa, mentre la fiducia (52,0%) rimane maggioritaria ma non schiacciante”. In quest’ultimo parametro, infatti, lo supera Laura Castelli, al 52,4%. La candidata di Sud chiama Nord è all’84,8% in termini di conoscenza e al 21,4% per la propensione al voto”.

Conoscenza: Italiano dietro Midili

Valori che la collocano dietro a Lorenzo Italiano nel primo caso e poco davanti nel secondo. Il candidato delle liste civiche e di Azione, per Lab21, “presenta il profilo più peculiare: una conoscenza elevatissima (94,3%) — seconda solo a Midili — ma una propensione al voto (20,8%) e una fiducia (40,7%) che non capitalizzano questa notorietà”.

I dati di Falliti, Vacca e Torre

Più staccati gli altri tre candidati. Giuseppe Falliti, espressione di Controcorrente, è al 78,4% in termini di conoscenza, al 4,4% per propensione al voto e al 45,5% in termini di fiducia. Michele Vacca, che rappresenta il centrosinistra (Pd/M5s/Rifondazione Comunista) ha “numeri da terza-quarta forza: conoscenza al 69,4%, propensione all’11,1%, fiducia al 37,4%”. E infine Carmelo Torre (Carta Canta), che “chiude la graduatoria con i valori più contenuti su tutti e tre i parametri (68,4% di conoscenza, 3,7% di propensione, 36,8% di fiducia)”.

La chiave di lettura di Lab21: “La partita non è chiusa”

Visti i dati, quando al voto mancano 45 giorni, qual è la chiave di lettura? Per Lab21 ce ne sono almeno tre: “Milazzo presenta una competizione più aperta di quanto il dominio di notorietà del sindaco uscente potrebbe far pensare. Il dato sulla fiducia — che vede Castelli sorpassare Midili nonostante il dato della conoscenza ancora inferiore— segnala l’esistenza di un elettorato ricettivo a proposte alternative, purché queste riescano a raggiungere e convincere i segmenti ancora poco informati. La campagna elettorale delle prossime settimane dirà se questo potenziale rimarrà tale o si trasformerà in movimento reale. Ma una cosa è certa: la partita non è chiusa”.

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