Lente d’ingrandimento puntata sui bilanci comunali: la Procura si affida a Vito Tatò - Tempostretto

Lente d’ingrandimento puntata sui bilanci comunali: la Procura si affida a Vito Tatò

Danila La Torre-Francesca Stornante

Lente d’ingrandimento puntata sui bilanci comunali: la Procura si affida a Vito Tatò

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sabato 23 Marzo 2013 - 21:49

Al consulente spetterà il delicato compito di scandagliare tutte le voci in entrata e in uscita dei singoli capitoli dei documenti finanziari del Comune, verificandone la veridicità ed accertando eventuali reati e responsabilità penali

Sarà il funzionario ministeriale Vito Tatò a spulciare i Bilanci del Comune relativi agli anni 2009,2010 e 2011. La Procura, che- come si ricorderà – ha aperto recentemente un fascicolo ed ha acquisito tutta la documentazione necessaria , vuole passare ai raggi X la gestione economico –finanziaria di Palazzo Zanca degli ultimi anni e si è affidata al dirigente dei Servizi Ispettivi di Finanza Pubblica presso il Ministero dell'Economia e delle Finanze. Si tratta dello stesso esperto che ha prestato la sua consulenza nel Comune di Reggio Calabria, poi sciolto per mafia, e in altri comuni a rischio default.

Al consulente spetterà il delicato compito di scandagliare tutte le voci in entrata e in uscita dei singoli capitoli dei documenti finanziari del Comune, verificandone la veridicità ed accertando eventuali reati e responsabilità penali. Nello specifico, a Tatò è stato attribuito l’incarico di accertare eventuali responsabilità, irregolarità negli atti e omissioni da parte dei vari responsabili degli Uffici amministrativi e finanziari e in particolare da parte della Ragioneria generale e dell’Ufficio dei revisori dei conti. Deve, inoltre, accertare i pagamenti e gli incassi, verificando data e priorità . La Procura vuole capire con quale logica e soprattutto con quali coperture finanziarie si sono decise le uscite di Palazzo Zanca. Il funzionario ministeriale avrà 90 giorni di tempo per studiare le carte e redigere una dettagliata relazione, che sarà depositata agli atti utili all’inchiesta della Procura.

Palazzo Zanca, dunque, resta sotto osservazione. Duplice. Da una parte, infatti, ci sono il Ministero dell’Interno e la Corte dei Conti, che stano esaminando il piano di riequilibrio pluriennale redatto dall’ente e dovranno dire se il Comune di Messina ha i presupposti richiesti dalla legge per accedere al Fondo di rotazione , istituito dall’ex decreto 174, ed evitare il dissesto finanziario. Dall’altra parte c’è la Procura della Repubblica, che indaga sul recente passato e getta ombre pesanti sull’attività amministrativa dell’ultimo quinquennio. In mezzo c’è la campagna elettorale, caratterizzata dalla spasmodica ricerca del candidato “giusto” da parte dei partiti , i quali sembrano ignorare che al Comune di Messina l’unica vera priorità del momento è l’emergenza finanziaria e non la poltrona da occupare. (Danila La Torre -Francesca Stornante)

16 commenti

  1. puzza di bruciato 23 Marzo 2013 22:01

    Signori la resa dei conti!!! “Bloccare le frontiere e spalancare le porte delle celle”(a Gazzi).

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  2. AVANTI COSI’. Il funzionario ministeriale ne vedrà delle belle…
    Questa volta qualcuno ci rimetterà la faccia, il portafogli, la libertà e il vizio di continuare a derubare, semprechè non intervengano “fattori esterni” a far naufragare l’indagine.
    Per chi ha governato negli ultimi anni Palazzo Zanca, saranno “augelli senza zucchero”!

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  3. E quindi e’ la fine del Comune, prima o poi ci si arrivava ed oltre al danno, la beffa di non avere avuto una classe dirigente capace di porre argini alle voragini create dalla politica.

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  4. governanti e mangiafranchi,siete circondati ,arrendetevi e spontaneamente restituite il mla tolto.

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  5. puliziatotale 24 Marzo 2013 09:03

    spero faccia il suo lavoro bene perche come cittadino messinese voglio sapere chi ha sperperato ,cki si è attaccato allla minna a piu non posso,,tremate cacatevi addosso ,voglio vedere tanti di voi dove dico io ,a vedere il sole a strisce,voglio che qualcuno vi tcontrolli i vostri patrimoni,ne vedremo delle belle,politici da 4 soldi

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  6. Ottimo! Ma è essenziale controllare le partecipate: nel P.E.G. 2011 (ultimo pubblicato) a fronte di € 470 milioni di entrate (totale accertamenti), il Comune ha speso 13 milioni per l’ ATM e 34 milioni per ATO3.
    Sono queste le cifre a 6 zeri che vanno verificate, e se non ci sono i bilanci, VANNO PERSEGUITI PENALMENTE i responsabili.
    La nuova ATM con 21 milioni/anno a carico del Comune è, a mio avviso, pura follia! Deve essere a costo zero; da un lato i sindacati difendono il posto di lavoratori in esuber; ma dall’ altro lato dovrebbe esserci l’ intera cittadinanza, che non puo’ mantenere simili situazioni. Si facciano concorsi per dirigenti, autisti e meccanici, e gli esuberi ed incapaci trovino altro posto da distruggere!
    Altre cifre curiose sempre nel P.E.G. 2011:
    € 152.000 euro spese telefoniche staff sindaco: forse non è reato, ma certo non è una sana gestione in quanto si potevano prendere 10 schede a traffico illimitato spendendo 1000 euro.
    € 1.369.000 per fitto scuole
    € 2.108.976 per fitto uffici giudiziari
    € 450.000 fitto uffici comunali
    € 122.000 fitto uffici politiche della casa;
    ma con tanti immobili sfitti a Messina, non si puo’ trovare di meglio, facendo gare pubbliche o costruendo edifici di proprietà comunale?

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  7. Complimenti a Danila La Torre: dà sempre l’ idea di piena libertà di idee ed intelligenza. Giornalismo di altissimo livello. Un servizio essenziale per Messina. Vedasi la sintesi delle ultime quattro righe. Grazie

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  8. Dal 2006 ho iniziato a gridare di fare chiarezza sui “conti del Comune”, delle partecipate e dell’azienda speciale (Atm). Anche il giornalista Lucio D’Amico, attraverso il quotidiano cittadino, rivolse l’invito all’allora commissario regionale dr. Gaspare Sinatra di fare chiarezza sui conti del Comune, ma questi lasciò Messina senza adempiere a tale invito. Anche al Sindaco on. Giuseppe Buzzanca, insediatosi nel 2007, chiesi, nell’interesse della città, di fare chiarezza sui conti del Comune avviato sempre più verso il dissesto finanziario. Su tale argomento L’allora Sindaco Buzzanca disse di avere le idee chiare e che presto sarebbe uscita fuori la “operazione verità” dalla quale sarebbe scaturito che i danni finanziari del Comune traevano origine dalle amministrazioni che avevano governato la città di Messina alla fine del secolo decorso. Ma anche in questo caso le attese anadarono deluso dato che l’on. Buzzanca si dimise e l’operazione verità non venne fuori. Ora leggo che la Procura della Repubblica intende vederci chiaro sui “conti del Comune” e ha incaricato il funzionario ministeriale Vito Tatò dei Servizi Ispettivi di Finanza Pubblica presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze. a spulciare i Bilanci del Comune relativi agli anni 2009,2010 e 2011.. Sicuramente sarà esperto in contabilità pubblica per cui non soggetto influenzabile dai principi contabili degli ordini dei commercialisti, bensì attento conoscitore delle argomentazioni esposti nei “quaderni” dell’Osservatorio della finanza locale. Certamente il dr. Vito Tatò farà presente alla Procura della repubblica di Messina che per poter effettuare un esame completo e puntuale della attuale situazione finanziaria del Comune di Messina e delle sue partecipate ed azienda speciale (Atm) occorre risalire alle cause determinanti tale situazione certamente molto prima dell’ultimo quinquennio. Avendo studiato, nel 2006, in base agli atti in mio possesso la situazione contabile del Comune di Messina, ho individualizzato nel 2003 l’origine dello squilibrio finanziario del nostro Comune dato che, proprio dal 2003, ha avuto inizio il ricorso, divenuto negli anni successivi strutturale, alle “anticipazioni di tesoreria”, evidenziato nelle sue deliberazioni, anche, dalla Corte dei Conti con l’esistenza, a fine esercizio, conclamato dai “Bilanci Consuntivi dal 2003 e successivi di “avanzi di amministrazione”, quasi sempre utilizzati, nella stesura dei bilanci di previsione, per dare copertura finanziaria a nuove spese “non ripetitive”. Vi è un punto, negativo, di concordanza fra le “Anticipazioni di cassa” e gli “avanzi di amministrazioni” che è quello che ci conduce alla gestione dei “residui attivi” i quali, qualora non vengono realizzati determinano “deficienze di liquidità” e, contestualmente concorrono nella determinazione finale del risultato di amministrazione, nel nostro caso, di avanzo di amministrazione. Su questi argomenti mi sono, nel tempo, più volte soffermato, ma non sono stato mai ascoltato, anzi, se non erro, definito “cassandra malefica” e per di più umiliato e perseguitato. Ma questa è un’altra storia che presto vi sarà raccontata.

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  9. Dirigenti della ragioneria tremate! La pacchia è finita adesso è arrivato il momento della verità+++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++…

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  10. ma il consulente della procura ha anche il compito di verificare gli incarichi remunerati dati ai soliti 4 dipendenti comunali ???????????????? Se è così ci sarà da ridere vedendo quello che hanno incassato in ragione di ciò che hanno prodotto……..

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  11. prima il bene della città di Messina, poi tutto il resto.

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  12. ART.21 COSTITUZIONE libertà di pensiero.ART.1 COSTITUZIONE diritto al lavoro e popolo sovrano. ART.9 COSTITUZIONE tutela patrimonio artistico ( IL NOSTRO TEATRO) ART.38 e 117 COSTITUZIONE, diritto al mantenimento e all’assistenza sociale (SONO I NOSTRI SERVIZI SOCIALI). Condivido il commento di SAYA, cui aggiungo il mio carico di bastone, in testa a chi so io, sono i miei link e commenti su RESIDUI e ANTICIPAZIONI DI TESORERIA, pubblicati in questi anni. Il dott.VITO TATO’, sa molto bene dello stretto legame tra RESIDUI, attivi in particolare, e l’AVANZO DI AMMINISTRAZIONE, di cui da anni si vanta palazzo Zanca, il tutto condito da una consistente e perdurante ANTICIPAZIONE DI CASSA. In un commento, il nostro SAYA, spiegò con chiarezza l’operazione contabile del RIACCERTAMENTO DEI RESIDUI, fondamentale per avere le idee chiare sui nostri conti. Il consulente della Procura chiederà l’elenco dettagliato di TUTTI i RESIDUI, chiederà conto del rispetto procedurale, ricordo che possono essere ridotti o eliminati nei seguenti casi, prescrizione regolata dall’art.2946 del codice civile, di norma 10 anni ad eccezione dei casi di prescrizione breve; insussistenza del credito e successiva verifica della mancanza del credito; inesigibilità del credito, che presuppone un’impossibilità di riscossione.
    I RESIDUI ATTIVI possono essere ridotti o eliminati soltanto
    dopo che siano stati esperiti tutti gli atti per ottenerne la
    riscossione, compresi quelli di competenza dell’autorità
    giudiziaria. Penso che non basti più il PIANO DECENNALE DI RIEQUILIBRIO.

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  13. Già nei primi anni 2000 dichiaravo che vi era il rischio di andare in “dissesto” economico non arginando la proliferazione dei debiti fuori bilancio, non allineando la Messinambiente ai programmi ed ai costi del progetto iniziale di gestione diretta del servizio. Dichiaravo che la gestione dei residui attivi e passivi era irregolare ed insieme a pochi altri (Pippo trimarchi, Tanino Saia)abbiamo sollecitato una gestione in linea con le previsioni degli stanziamenti per l’ATM e per i Servizi Sociali. Pensavo, ed avevo ragione, che nessuno avrebbe regalato nulla al Comune, mentre i così detti “politici di vertice” hanno sempre minimizzato la questione. Nel frattempo alcune aziende partecipate dal Comune iniziavano addirittura a non fare più i bilanci ed a chiedere solo risorse per poteere andare avanti. Adesso, dopo aver visto il piano di riequilibrio esitato dal Commissario Croce posso dire che tale atto non è che la denuncia di una situazione di dissesto che verrà conclamata dal Ministero e dalla Corte dei Conti. Il nuovo Sindaco, la nuova amministrazione, l’intera Città non potranno che subire le conseguenze di tale malgoverno. Non resta che sperare che tutto si decida in fretta, poichè più il tempo passa più i debiti e la confusione contabile aumenteranno…..
    Infine, ma lo sà il Commissario Croce che il Dott. Coglitore non è il Ragioniere Generale ma che è solo un “facente funzione”? Perchè quindi non lo sostituisce considerato il fatto che lo contesta??? Per favore fategli sapere che basta una determinazione sindacale per assegnarLo ad altri compiti!

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  14. Il seguente link riassume il totale generale dei 6 TITOLI di ENTRATA, in pareggio con i 4 TITOLI di SPESA, dei BILANCI di PREVISIONE dal 2009 al 2012 compreso, inoltre il riepilogo relativo al PLURIENNALE 2012-2013-2014. Il dott. Vita Totò chiederà conto di queste cifre.
    http://img694.imageshack.us/img694/3735/bilanciprevisione.png

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  15. I link seguenti riassumono i totali dei singoli TITOLI di ENTRATA, dal 2009 al 2012, compreso il PLURIENNALE 2012-2013-2014, per darvi un quadro complessivo del sistema di previsioni su cui lavorerà il dott.Vito Tatò.
    http://img18.imageshack.us/img18/5121/tributarie.png
    http://img811.imageshack.us/img811/6622/trasferimentiq.png
    http://img12.imageshack.us/img12/9360/extratributarie.png
    http://img12.imageshack.us/img12/3105/alienazioni.png
    http://img6.imageshack.us/img6/8953/accensioniprestiti.png
    http://img802.imageshack.us/img802/9108/contoterzi.png
    Le belle addormentate della commissione POLITICHE FINANZIARIE, a pochi mesi dal risveglio di fine mandato, non hanno nulla da dire o da ridire su queste cifre?

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  16. Carissimi Danila LA TORRE e Francesca STORNANTE, i link del commento non pubblicato, danno ai messinesi la serie storica del’andamento delle ENTRATE di palazzo Zanca, distinti per TITOLI. Sono le cifre, cui il dott.Vito Tatò analizzerà, e delle quali i responsabili finanziari del Comune dovranno rendere conto alla Procura dlla Repubblica. Ho dedicato mezzora del mio tempo, vi invito a pubblicarli. CIAO

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