Il rappresentante della giunta Buzzanca invitato alla seduta del consiglio di quartiere, parla dell’ipotesi di un bando per la ricerca di unità abitative per la comunità rom che a breve abbandonerà il campo di San Raineri. Obiettivo: piena integrazione degli stranieri nel tessuto sociale cittadino
Il provvedimento notificato dall’autorità portuale lascia pochi dubbi: la comunità Rom da oltre vent’anni insediata al campo di San Raineri, lungo la zona Falcata, deve essere sgomberata. Argomento “caldo”, discusso ieri mattina nel corso della seduta straordinaria del consiglio della II circoscrizione a Palazzo Zanca (vedi art. correlato), e presente anche all’ordine del giorno dell’incontro svoltosi nella sede della IV municipalità con l’assessore alle Politiche della Famiglia Dario Caroniti che ha risposto alle numerose riflessioni osservazioni avanzate dai rappresentanti di quartieri. Ciò anche nell’ottica di un maggior dialogo e di una maggiore collaborazione, ha affermato il vice-presidente vicario Caliri, con l’assessorato in questione.
Il presidente Francesco Quero ha innanzitutto chiesto delucidazioni in merito alla possibilità che i rom vengano trasferiti presso i locali dell’Opera Pia di Scandurra, in zona Contesse. Ipotesi quest’ultima che l’assessore Caroniti ha dichiarato non praticabile «perché vi è un contenzioso in atto e sarebbe oneroso per il comune inserirsi nel merito». Il rappresentante della giunta Buzzanca, confermando quanto dichiarato dal consigliere Vitanza, ha spiegato che l’idea è quella di realizzare un bando per reperire appartamenti singoli da pagare con affitto sociale. Strada alternativa potrebbe invece essere quella dell’Autocostruzione, soluzione che tuttavia si rivelerebbe «definitiva e ghettizzante». Difficile, almeno per il momento, l’individuazione, così come proposto dal consigliere Sanfilippo, di locali da destinare all’accoglienza dei rom tra quelli rientranti nel patrimonio immobiliare del comune. Amministrazione che a detta del consigliere Buscema dovrebbe però riuscire a programmare un intervento più concreto.
L’obiettivo, così come evidenziato da tutto il consiglio di circoscrizione e dallo stesso Caroniti, è tuttavia quello di favorire ulteriormente l’integrazione nel tessuto sociale cittadino delle 49 persone (tra cui 9 irregolari e 13 nuclei familiari) che da tempo vivono a Messina e per i quali, a detta di Palazzo Zanca, è necessario intervenire anche con sostegni economici. «Va però tuttavia fatta una distinzione – precisa Caroniti – tra chi vive in questo campo da più di vent’anni, quindi con filgi nati e cresciuti in Italia molti dei quali con lavoro regolare, e quei romeni che avevano abusivamente occupato le baracche in via Adrano e che vivono qui da poco tempo. In questo caso l’amministrazione non ritiene necessario intervenire in nessun modo». Aspetto quest’ultimo già evidenziato dall’esponente della giunta in occasione di un’intervista effettuata qualche giorno gli sgomberi di Maregrosso (vedi art. correlato in basso).
Condivisa dunque l’importanza di favorire l’integrazione di questa realtà multietnica, composta anche da Kossovari e rifugiati politici, nel tessuto sociale cittadino poiché ciò, come sottolineato dal consiglieri De Pasquale, «va di pari passo con l’obiettivo di rendere questa comunità produttiva per la nostra città».
(nelle foto di Dino Sturiale alcuni momenti di vita nel campo di San Raineri)
