Il consigliere della III circoscrizione interroga l’amministrazione e chiede un piano di interventi serio
Per quanto tempo ancora dovrà rimanere in città la vecchia segnaletica indicante le sedi delle ex 14 Circoscrizioni? Quando accadrà che molte vie numeriche dei villaggi avranno un vero nome? Quando si verificherà che molte strade nei quartieri saranno facilmente individuabili?
Inizia con un quello che potremmo definire un vero e proprio ‘quiz’ l’interrogazione che il consigliere della III circoscrizione Libero Gioveni ha inviato al sindaco Giuseppe Buzzanca, all’assessore comunale alla Toponomastica Carmelo Santalco e all’ assessore alla Mobilità Urbana, Melino Capone.
Nel documento, Gioveni evidenzia “le reiterate inadempienze e lacune in un settore, come quello apparentemente meno importante della Toponomastica, nel quale nessuna Amministrazione finora (compresa quella precedente) è mai riuscita ad imprimere quel necessario “marchio distintivo” alla città in tutte le sue parti”.
Il consigliere di quartiere elenca tre esempi emblematici che, a suo dire, fanno emergere la poca attenzione degli amministratori su questo argomento.
“Sono trascorsi già 5 anni dalla storica delibera dell’ex Commissario Straordinario Sbordone che aveva ridotto le Circoscrizioni da 14 a 6. Ebbene – scrive Gioveni – senza voler entrare nel merito dell’utilità o meno di quel provvedimento, occorre senz’altro evidenziare ancora l’assurda e ridicola esposizione nelle strade cittadine di buona parte della segnaletica d’indicazione delle vecchie sedi circoscrizionali”.
“Molte strade dei nostri villaggi – continua – “sono identificate con un numero e una lettera. A Fondo Fucile, per esempio, esistono le vie 37/N, 38/B, 37/L, 38/A etc. Gioveni si domanda quindi: “Quando saranno attribuiti a queste strade dei veri nomi che riescano a dare una propria e degna identità al villaggio”?
Gioveni sottolinea, infine, come moltissime strade pur essendo intitolate, presentino scritte indecifrabili. “A Camaro S. Paolo – puntualizza Gioveni – che è un autentico villaggio-labirinto caratterizzato da una caterva di strade interne che si intersecano fra loro per poi sfociare nella principale via Gerobino Pilli, i nomi delle vie sono mancanti o illeggibili perché totalmente sbiadite. E se da un lato i residenti sono fortunati a disporre di un portalettere di Poste Italiane che, conoscendo la zona come le sue tasche, riesce a recapitare la corrispondenza ormai a….memoria, dall’altro quando questi si assenta dal servizio sono veramente “dolori”, perché il relativo sostituto non riesce più ad orientarsi”.
Evidenziati i disagi e le anomalie Gioveni interroga, Buzzanca, Capone “ “per conoscere se intendano predisporre un serio piano di interventi “a zone” attraverso il quale poter dare finalmente una degna identità a molti villaggi cittadini e, quindi, all’intera città”.
