La richiesta avanzata dal consigliere della sesta circoscrizione Carlo Rizzo che lo scorso 2 luglio ha ufficialmente depositato un esposto per verificare le ragioni dei mancati interventi di messa in sicurezza richiesti da oltre un anno
“Sfogliando” il nostro archivio alla ricerca di articoli contenenti le parole chiave “Portella, Castanea, Villaggio San Michele”, ecco presentarsi una lunga serie di notizie (alcune delle quali correlate in basso) che, seppur in piccolo, fanno ben capire quanto complicato sia, a Messina, riuscire a portare a termine, soprattutto in tempo brevi, interventi che hanno un’importanza vitale per i cittadini, nel senso letterale della parola.
La nostra ricerca prende infatti spunto dalla comunicazione diffusa dal consigliere della VI circoscrizione Carlo Rizzo che, come precedentemente annunciato, su delega di un centinaio di cittadini, ha depositato alla Procura della Repubblica ed al sindaco Buzzanca, un esposto (su approfondimento il testo completo), chiedendo che vengano accertate eventuali responsabilità sullo stato di abbandono e pericolo che insiste nella strada comunale Portella Castanea – San Michele.
Sono diversi i tratti in cui la carreggiata si restringe notevolmente a causa delle erbacce che vanno allungandosi nascondendo persino il guard-rail. La sterpaglia ai lati della strada favorisce gli incendi. I detriti hanno intasato tutte le cunette laterali, che in una strada che porta verso valle, dovrebbero essere libere per il deflusso delle acque piovane.
I cunettoni non hanno più la loro regolare funzione, quasi tutti sono ostruite e quando piove con intensità con tutto quello che arriva a valle, il torrente del viale giostra potrebbe diventare teatro di tragedie.
Tragedie che Messina ha ben imparato a conoscere nel corso del complicato inverno appena concluso e che adesso, complice il sole, il caldo e le belle giornate, sembrano essere state soltanto un incubo da cui ci si è improvvisamente svegliati. Un “incubo” in cui invece si rischia di ripiombare senza preavviso, ma con la consapevolezza di non aver fatto il possibile per evitarlo.
