A scrivere al sindaco il consigliere della III Circoscrizione Santi Interdonato. L’adeguamento sollecitato dal Comune, con la conferma dell’attuale soluzione “temporanea”, porterebbe al taglio di 5 classi mediante il blocco delle iscrizioni
Il consigliere della del Partito Democratico alla III Circoscrizione Santi Interdonato ritorna a porre l’attenzione sulla problematica riguardante l’Istituto Comprensivo “Principe di Piemonte”, cui solo pochi mesi fa, il Comune di Messina ha consegnato sette aule ricadenti al primo piano dell’edificio scolastico sito in Via Reggio Calabria, is. 15. Come è noto, al piano superiore del plesso scolastico sussistono all’incirca altre cinque aule che necessitano di ristrutturazione per restituirne l’agibilità. Nelle more della realizzazione di tali lavori, la Direzione dell’istituto ed il Dipartimento Edilizia Scolastica del Comune di Messina hanno concordato una soluzione temporanea per l’allocazione di tutti gli alunni della elementare e della materna attraverso la disposizione di interventi, effettuati in deroga alle normative in materia di edilizia scolastica, consistenti nella esecuzione di opere di divisione interna in tre delle aule più ampie, attraverso la collocazione di pannelli removibili.
Tale soluzione temporanea è stata tra l’altro condivisa dai genitori, in quanto consente di evitare di subire il disagio di ritrovarsi con i figli frequentanti la scuola elementare e la scuola materna presso due plessi distanti l’uno dall’altro, per come avvenuto nell’anno scolastico precedente, in cui parte degli alunni era stata dirottata presso i locali ex Bisazza di Collereale. Tuttavia la novità che desta preoccupazione per il futuro della scuola è costituita dalla presa di posizione del Comune di Messina, il quale già in due occasioni, con nota prot. n. 259904 del 14 ottobre 2010 e n. 275296 del 28 ottobre 2010, ha chiaramente invitato il Dirigente Scolastico della Principe di Piemonte a «programmare nei prossimi anni scolastici, l’adeguamento del numero degli iscritti al numero delle aule che possono essere effettivamente utilizzabili, individuandole nel numero di quattordici per il piano terra e sei per il piano superiore».
L’invito del Comune si tradurrebbe, in pratica, nel taglio obbligato di ben cinque classi, mediante l’attuazione di un blocco delle iscrizioni che comporterebbe l’inevitabile riduzione del personale scolastico. Tra l’altro, un rinvio sine die come quello prospettato fa capire che il Comune non sembra avere intenzione di procedere alla ristrutturazione delle ulteriori aule del piano superiore dell’edificio, ma anzi voglia dare prosecuzione a tempo indeterminato alla attuale sistemazione, in deroga alle normative vigenti, accettabile solo in via temporanea ed emergenziale.
Sulla base di tali ragioni, considerando che la Principe di Piemonte comprende oggi 17 classi di scuola primaria, 7 sezioni di scuola dell’infanzia, 1 sezione di scuola dell’infanzia regionale, per un totale di 546 alunni e, che costituisce un punto di riferimento didattico e sociale di fondamentale importanza per le famiglie di Provinciale, Valle degli Angeli, rione Cannamele – Maregrosso, nonché degli isolati ricadenti nel quadrilatero Viale Europa – Via La Farina – Viale S. Martino – Via S. Cosimo, il consigliere del Partito Democratico, Santi Interdonato, ha inviato al Sindaco ed all’Assessore alle Politiche Scolastiche, Salvatore Magazzù, una interrogazione sull’argomento. Il consigliere chiede all’Amministrazione di fare chiarezza sulle proprie scelte a breve e lungo termine riguardanti la scuola Principe di Piemonte ed in particolare se intenda o no avviare l’iter procedurale per completare la ristrutturazione delle aule ricadenti nel piano superiore, da considerarsi certamente quale intervento “naturale” per la soluzione definitiva della problematica.
